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Conti in rosso in Molise: i 40 mln del Governo non bastano, dal 1 gennaio aumenta Irpef

L’assessore regionale al Bilancio conferma che, dal 1 gennaio 2024, aumenterà l’imposta regionale sulle persone fisiche per i redditi sopra i 28mila euro. All’attacco il consigliere di opposizione Gravina: “Il regalo della Meloni (il riferimento è allo stanziamento di 40 mln per la Regione previsto nella Legge di Bilancio, ndr) costerà tantissimo ai molisani”

Dall’anno nuovo aumenterà l’Irpef per i cittadini molisani con redditi lordi superiori a 28mila euro (e non superiori a 50mila): in pratica l’aumento riguarderà la cosiddetta classe media. Questo perchè la Regione Molise – come confermato dall’assessore al Bilancio Cefaratti – ha deciso di portare al 3.3% – il massimo previsto dalla norma – la sua addizionale Irpef, che ricordiamo essere una tassa regionale, per questa fascia di contribuenti. Il perchè è presto detto: esigenze di cassa.

Di poche ore fa la notizia, di cui lo stesso Cefaratti si è detto soddisfatto, dello stanziamento, nella legge di bilancio approvata dal Governo Meloni, di 40 milioni di euro per il Molise, prima tranche di 200 milioni in 5 anni come ha annunciato ieri in Consiglio regionale il presidente Roberti che serviranno a coprire il disavanzo della Regione. Una cifra che consentirà di approvare il Bilancio 2023, che ancora non c’è. E l’aumento dell’addizionale Irpef è il primo segno tangibile dei ‘sacrifici’ chiesti ai molisani.

L’Irpef 2024, come di recente stabilito sempre dal Governo Meloni, sarà probabilmente rinnovata. ‘Cassato’ il progetto di una flat tax, insostenibile per i conti pubblici, si è optato per la riduzione da 4 a 3 degli scaglioni Irpef. Questi: fino a 28.000 euro al 23% (in sostanza l’aliquota sarà unica fino a 28mila euro e i primi 2 scaglioni saranno accorpati); oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro al 35% e oltre 50.000 euro al 43%. Le Regioni però conservano una certa autonomia su quella che è l’imposta regionale sulle persone fisiche. A questi scaglioni si può aggiungere una addizionale, per un massimo del 3,33% per i redditi sopra i 28mila: ed è proprio questa la decisione presa dalla Regione Molise per l’imperativo categorico del risanamento dei conti.

Critico rispetto alla novità fiscale il consigliere di opposizione Roberto Gravina che sintetizza così: “I 40 milioni dati al Molise dal Governo centrale costeranno caro ai molisani”. Molisani che – continua Gravina – “se da un lato ricevono – discutibilmente o meno – il presunto taglio dell’Irpef e del cuneo fiscale dal Governo Meloni, dall’altro ricevono dal Governo Roberti l’aumento delle addizionali regionali, soprattutto per il ceto medio, annullando di fatto ogni riduzione delle imposte”.
Questa la disanima fatta dall’esponente del MoVimento 5 Stelle relativamente ai rincari Irpef stabiliti dalla Giunta regionale di centrodestra e che saranno realtà dal 1 gennaio 2024.

“Della serie: Meloni con una mano dà – alle altre regioni – e con una mano riprende – al Molise tasse al massimo -. Questa è la filiera istituzionale che il nostro centrodestra, al di là dei proclami, ha accettato già dall’epoca del famigerato decreto spalmadebiti, altra misura straordinaria, è bene ricordarlo, che prevede, comunque, un debito ammortizzato nel tempo, almeno in dieci anni, e che sebbene tanto pubblicizzata nei mesi della campagna elettorale non è bastata, fino ad oggi, nemmeno per far approvare il bilancio e, soprattutto, non eviterà ai molisani, neanche in questa occasione, di vedersi alzare le tasse dal governo regionale di centrodestra”.