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Apprensione per Khaled El Qaisi, in attesa di liberazione in Palestina. La moglie: “Aspettiamo di capire, scenario pieno di incognite”

Lo studente italo-palestinese arrestato in Israele e trattenuto senza passaporto in attesa della decisione di Tel Aviv si trova a Betlemme, ospite di uno zio che fa da garante. Francesca Antinucci, campobassana, non ha informazioni. “Non so di contatti con la Farnesina”.

Nel giorno in cui la notizia degli attacchi missilistici contro Israele da parte del gruppo palestinese di Hamas è l’apertura dei tg, di siti internet e giornali, la mente corre alla vicenda di Khaled El Qaisi. C’è un clima di grande incertezza oggi per le sorti dello studente italo-palestinese, sposato con la campobassana Francesca Antinucci, che aspetta di poter riavere il suo passaporto e tornare a Roma per riabbracciare la sua famiglia.

El Qaisi, lo ricordiamo, è stato arrestato senza accuse il 31 agosto scorso dopo un viaggio a Betlemme con moglie e figlio. Condotto nella prigione di Petah Tikwa, città israeliana a circa dieci chilometri da Tel Aviv, è stato sottoposto a numerosi interrogatori in assenza di un difensore e scarcerato il 1 ottobre scorso senza che ci sia stata per lui una vera liberazione. Khaled è stato affidato a un suo zio a Betlemme – una sorta di garante – con un divieto di espatrio e obbligo di restare a disposizione delle autorità giudiziarie fino a domani, 8 ottobre.

Khaled El Qaisi

La speranza è che potesse riavere almeno il passaporto “ma – come dice oggi Francesca – non sappiamo se avrà possibilità di tornare in possesso dei propri documenti come previsto. Il premier israeliano parla di stato di guerra… Non possiamo prevedere nessuna cosa in questa situazione“.

Le condizioni per il rilascio di Khaled (ce ne sono anche altre che lo vedrebbero in questa specie di limbo giudiziario almeno fino al 30 ottobre) sono profondamente condizionate da ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza da cui stamattina sono partiti più di duemila razzi che hanno fatto decine di morti, feriti e ostaggi. Attacco a cui ha fatto seguito una risposta altrettanto violenta da parte di Israele contro chi vive a Gaza dove si contano centinaia di feriti e altre decine di cadaveri. Insomma, una situazione esplosiva e in evoluzione anche per che il 28enne attivista per i diritti dei palestinesi.

Poche ore fa l’intervento del ministro degli Esteri, Antonio Tajani – che ha dichiarato di aver contattato tutti gli italiani in Israele – sembrava aprire a una speranza anche per El Qaisi. “Non mi risulta si sia interessato di Khaled e familiari con doppia cittadinanza” ha detto ancora Francesca riferendosi al fatto che Tajani abbia parlato esclusivamente di italiani nel territorio di Israele e non di chi, come suo marito, ha doppia cittadinanza.

Nel frattempo Khaled “si sta rimettendo in forze”. I contatti non sono frequenti “e i pochi che riusciamo ad avere li dedichiamo a nostro figlio”.  (ad)