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Pullman di città, tagliate 36 corse: peggio di tutte linea 1 Rosso. Seac fuori dai giochi per il prossimo appalto

Con l’entrata in vigore dell’orario invernale è arrivata l’amara sorpresa: il taglio di ben 36 corse a Campobasso. L’assessore alla Mobilità punta il dito contro la Regione: “Hanno preferito dirottare risorse solo sull’extraurbano lasciando i Comuni al loro destino”. Potena, il numero uno della Seac, ammette: “Nostri bus troppo vecchi, non abbiamo presentato offerte per la nuova gara d’appalto”.

Trentasei corse sono state tagliate al servizio di trasporto pubblico della città di Campobasso: dal 14 settembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale, i cittadini che normalmente utilizzano i pullman di città – pensionati, stranieri e studenti, per lo più – hanno fatto l’amara scoperta. A pagare il prezzo più alto la linea 1 Rosso che collega Vazzieri con il quartiere Cep. Qui ben dieci corse sono state cancellate.

Ma anche Mascione, Coste e più in generale l’area periferica del capoluogo che da giovedì scorso offre meno possibilità ai pendolari di spostarsi con i mezzi pubblici.

linee bus tagliate cb

La ragione del taglio l’ha spiegata bene ai microfoni di Rai Tre Molise Costantino Potena, numero uno della Seac, la società nata 65 anni fa e che gestisce il trasporto urbano a Campobasso: “Abbiamo dovuto ridurre il servizio perché non abbiamo abbastanza mezzi a disposizione e quelli che ci sono hanno un’età media di 16/17 anni”.

Insomma un parco mezzi vetusto che andrebbe totalmente rinnovato. Un parco fatto di autobus inquinanti che viaggiano a gasolio, non automatizzati per la salita/discesa di chi ha problemi di deambulazione e diventati anche ‘fuorilegge’ dal 2017, anno in cui per i mezzi euro1 e euro 2 sono stati sospesi i rimborsi chilometrici.

Inquinano e hanno più di 15 anni: troppo vecchi i pullman di città. Dal 2017 saranno “illegali”

Le dichiarazioni di Potena sono arrivate nel giorno in cui sono scaduti i termini per poter concorrere alla gara per il rinnovo del trasporto pubblico urbano. La società che da decenni va avanti a colpi di proroghe ha scelto di non partecipare al bando indetto dal Comune di Campobasso la scorsa primavera.

“La Seac – dice a Primonumero il presidente Potena – non ha presentato alcuna offerta, non ci sono le condizioni. Lascio, non senza un po’ di malinconia, un’azienda in salute. I dipendenti della Seac non sono mai andati a protestare per stipendi arretrati e lo rivendico. Ma davvero oggi non era più possibile immaginare un futuro diverso per me che sono presidente da vent’anni e per l’azienda: i biglietti sono fermi a 60 centesimi da venti anni, i costi per il gasolio sono elevatissimi, i mezzi non sono più neppure riparabili, vanno sostituiti e basta perché non ce la fanno più. I rimborsi poi sono inferiori a quelli di altre città come Termoli. E poi ho anche la mia età ed è giunto il momento di farmi da parte”.

Le “mancate condizioni” a cui fa riferimento Potena riguardano la scelta, discutibile, della Regione Molise, di dare priorità al trasporto extraurbano rispetto a quello di città. E’ più palese l’assessore alla Mobilità, Simone Cretella: “Questi tagli si sarebbero potuti evitare se la giunta regionale, con l’assessore Quintino Pallante avanti a tutti, avesse seguito l’indirizzo deciso nel 2021 offrendo anche ai Comuni come Campobasso – ma anche Termoli, Larino e Isernia – la possibilità di avere contributi per acquistare o noleggiare nuovi pullman. Ci hanno lasciato al nostro destino pur sapendo che il Comune non può acquistare di tasca propria bus elettrici perché è la Regione che deve trasferirci le risorse. noi al limite possiamo contribuire, ma anche quel 30 per cento è importante come cifra e pesa su un bilancio comunale. Oggi avremmo avuto già qualche nuovo bus in circolazione e non ci sarebbe stata una riduzione di corse così importante per Campobasso”.

Il capoluogo, lo ricordiamo, ha ottenuto un corposo finanziamento da 4 milioni di euro di fondi del Pnrr che potrebbe far arrivare già entro la fine del 2023 qualche autobus elettrico che poi passerà nelle mani del nuovo gestore che non sarà più Seac.

I dipendenti invece, circa 40 persone tra autisti, meccanici e impiegati, dovrebbero essere tutti riassorbiti dalla nuova azienda che subentrerà alla Seac. Proprio ieri in Prefettura c’è stato un incontro tra Comune, Regione, Seac e sindacati: Potena si è impegnato anche per quelli con contratto determinato affinché la loro assunzione prima dell’arrivo del futuro gestore del servizio permetta il rispetto di quella clausola presente nella gara e che prevede, per l’appunto, di utilizzare il personale già in servizio. Senza escludere nessuno.

Entro domani l’apertura delle buste con le offerte pervenute.  (ad)

Autobus Seac Campobasso