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Il parroco chiude l’oratorio, paese in rivolta: “Era luogo di aggregazione”. Don Silvano si difende: “Mi vogliono cacciare perché non mi piego”

La decisione di don Silvano De Luca ha scatenato la rabbia dei roccolani. Il sindaco Fabio Milano al lavoro per una soluzione: “Non possiamo farne a meno, in un paese come il nostro è uno dei pochi luoghi di ritrovo per bambini e ragazzi”. Ma il prete si difende: “Non ho negato niente, quello non è un vero oratorio e poi mi vogliono mandare via”

Roccasicura è un piccolissimo paese dell’alto Molise che conta meno di 500 abitanti. Popolato per lo più da anziani, cerca di preservare spazi di socialità adeguati anche ai bambini e ai nuovi nati che l’anno scorso sono stati appena due. Un punto di sicura aggregazione era, per esempio, l’oratorio che si trova in un locale del Comune a due passi dalla chiesa di San Leonardo di Limoges. Un po’ doposcuola, un po’ luogo di ritrovo per il gioco e i laboratori didattici, dalla cucina all’artigianato, è stato, o per meglio dire, sarebbe stato sottratto alla gioventù roccolana dal parroco, don Silvano De Luca.

Utilizziamo il condizionale perché a sentire lui non c’è stata alcuna azione che impedisce l’utilizzo di quello che, a suo avviso, non può essere considerato neppure un oratorio. “Quello semmai – dice a qualche giorno da un polverone che lo ha investito con sua enorme meraviglia – era ciò che avrei fatto io se tutti gli altri impegni con casi di persone in difficoltà non mi avessero portato via il tempo per organizzare le attività della pastorale giovanile come avrei voluto quando sono arrivato in Molise sei anni fa”.

Questo avrebbe reso l’oratorio il luogo deputato all’educazione alla fede cristiana di bambini e ragazzi. E invece, a sentire il prete, la gestione un po’ troppo laica “con gente che entrava e usciva” non ha creato le condizioni adatte per tenerlo aperto.

In paese la decisione unilaterale ha scatenato un finimondo anche perché sono tanti, tantissimi, a non pensarla affatto come don Silvano. Non sono d’accorso le signore Giuseppina e Maria Assunta, due straordinarie volontarie che negli ultimi sei anni quel luogo lo hanno animato con iniziative lodevoli improntate anche ai valori cristiani. Basti pensare ai laboratori “Gli amici di Gesù” che hanno permesso di acquistare anche un defibrillatore per la comunità.

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Non la pensa così il sindaco Fabio Milano che a Primonumero dice: “Stiamo lavorando a una soluzione coinvolgendo la proloco, del resto pagavamo già le utenze e non possiamo permettere che quel posto venga a mancare. In un paese piccolo come il nostro è uno dei pochi luoghi di ritrovo per bambini e ragazzi”.

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E non la pensa così neppure Angela Lombardi che fa parte del Consiglio comunale di Roccasicura e che per prima ha diffuso la notizia della chiusura dell’oratorio puntando il dito contro il sacerdote del paese “che lì non si è mai visto. La decisione del sacerdote di Roccasicura – ha scritto in una nota alla stampa – ha generato profonde riflessioni in paese, mettendo in evidenza una mancanza di protezione e guida da parte degli adulti, in particolare da parte di coloro che sono investiti di un ruolo di rilevanza spirituale. In comunità di piccole dimensioni come Roccasicura, la priorità dovrebbe essere assicurare il benessere e lo sviluppo armonioso delle giovani generazioni. Questo richiede la promozione di valori quali solidarietà, responsabilità e amore. L’oratorio, come luogo di aggregazione, ha svolto in modo esemplare questo compito, offrendo un ambiente propizio per l’apprendimento, la socializzazione, la crescita personale, la collaborazione e il rispetto reciproco. La decisione unilaterale del sacerdote di privare la comunità di Roccasicura del proprio oratorio ha sollevato interrogativi morali profondi. Invece di preservare un ambiente che rappresenta un solido punto di riferimento, la priorità sembra essere stata data a considerazioni personali, a scapito del benessere e del futuro dei giovani roccolani e delle loro famiglie”.

Le “considerazioni personali” a cui fa riferimento la dottoressa Lombardi e che hanno fatto venir meno il contributo del sacerdote, affondano le radici nel passato.

Nel 2018 l’ex parroco di Roccasicura è stato condannato per appropriazione indebita e favoreggiamento in relazione al furto di oro della Madonna di Vallisbona. Il Municipio si è costituito parte civile in quel processo generando sentimenti contrastanti anche dentro la Diocesi di Isernia-Venafro. E’ con queste premesse che a Roccasicura è arrivato don Silvano. Ma i problemi tra lui e l’amministrazione comunale sono cominciati presto tanto che, l’anno scorso, è stata inoltrata formale richiesta al Vescovo per la sua rimozione. Nel frattempo, con la sua chiesa sempre più vuota e ora anche con la vicenda dell’oratorio le tensioni sono aumentate e il dialogo è venuto meno. Lui però è sempre più convinto di non aver negato nulla a nessuno “ma la verità è che vogliono mandarmi via perché non mi piego alla loro volontà e io sono un prete, rispondo alla Chiesa e non allo Stato”.

In attesa di una soluzione alla quale sta lavorando il sindaco Milano, resta la riflessione della dottoressa Lombardi che conclude dicendo: “L’oratorio di Roccasicura non è un caso isolato, ma piuttosto un esempio della necessità di difendere tali iniziative e riconoscere l’importanza cruciale del volontariato che anima molte comunità. La protezione di queste attività è fondamentale per la formazione di cittadini responsabili, solidali e coesi. La decisione di mettere in discussione queste iniziative e valori da parte di figure che dovrebbero guidare e proteggere le comunità pone una sfida etica di notevole portata. Sorge l’interrogativo su come gli adulti, e in particolare i membri del clero, possano preservare il tessuto sociale e i valori che dovrebbero essere al centro della loro missione”.

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