Logo
“I primi libri in prestito, mio nonno direttore e la petizione al ministro”. Biblioteca Albino, una storia di famiglia

Oltre tremila firme per la petizione che chiede al ministro della Cultura la riapertura della biblioteca di Campobasso. A lanciarla è stato Francesco Angeli, nipote di uno storico ex direttore della struttura provinciale e attivista Lgbt

E’ stato suo nonno a portarlo le prime volte in biblioteca. E sempre con lui si trovava quando, poco più che un bambino, Francesco Angeli ha ottenuto il suo primo tesserino per il prestito librario.

Nasce probabilmente da questi eventi l’amore per la lettura e per la biblioteca ‘Albino’ di Campobasso. Chiusa sette anni fa, è tornata nelle ultime settimane al centro del dibattito politico. Il 19 settembre scorso proprio Francesco Angeli, un attivista per i diritti Lgbt, ex numero due di Arcigay nonché candidato alle ultime Regionali in Molise col M5S, ha lanciato una petizione indirizzata al ministro alla Cultura, Gennaro Sangiuliano. Oltre tremila persone l’hanno già sottoscritta, tra questi anche personaggi noti come Pietro Turano, attore della serie Skam Italia e testimonial del Molise Pride o Riccardo Cucchi, giornalista e radiocronista sportivo.

(FIRMA QUI)

E mentre le firme per la riapertura continuano ad aggiungersi, Francesco racconta a Primonumero di suo nonno Franco Correra che tra gli anni Cinquanta e i primi Settanta la ‘Albino’ l’ha diretta.

“Mio nonno, il padre di mia mamma, è stato direttore della biblioteca per circa venti anni, veniva dal convitto Mario Pagano dove era istruttore e ha anche insegnato Organizzazione intellettuale del lavoro al Magistero sperimentale del Molise. Dopo quell’incarico è  stato capo della segreteria dell’ufficio di presidenza della Provincia di Campobasso. Ma il mio ricordo di lui è soprattutto familiare: sono stato in qualche modo educato a prendere in prestito i libri, a frequentare quella biblioteca di cui avevo anche la tessera come tantissime persone a Campobasso. Da adulto mi sono laureato in biblioteconomia e ho lavorato per un certo periodo nelle biblioteche di Roma. E’ di una gravità inaudita che la ‘Albino’ sia chiusa e spero davvero che chi è al governo possa farla riaprire passandola sotto la Direzione generale delle Biblioteche invece che quella generale dei Musei”.

L’intenzione del ministro Sangiuliano, stando almeno a quanto riferito dai parlamentari molisani di Fratelli d’Italia, Elisabetta Lancellotta e Costanzo Della Porta, è proprio questa: se la ‘Albino’ diventasse una biblioteca pubblica statale – come tante altre in Italia – sarebbe salva.   (ad)