Cimitero chiuso “per lavori” ma ovunque degrado, incuria, lapidi divelte: esplode la rabbia dei cittadini
Prima la chiusura totale del cimitero: nessuno poteva accedere per la visita ai propricari, a causa – sembra – di lavori in corso finalizzati alla realizzazione di nuovi loculi.
I cittadini di Matrice, privati della possibilità di portare un fiore sulle tombe dei propri cari, hanno quindi fatto sentire la propria voce con proteste e rivendicazioni. Allora, una nuova ordinanza (la nr.26/23) che dal 5 settembre stabilisce il divieto di accedere dal lunedì al venerdì. Quindi, per una preghiera o un momento di raccoglimento, il tempo a disposizione è soltanto quello che va dal sabato alla domenica. Il motivo? Sempre i lavori in corso.

Tuttavia i cittadini, infuriati, e costretti a rimanere fuori dai cancelli, di questa situazione non ne possono più. E chiedono chiarezza su quanto sta accadendo al camposanto del loro comune.
Molti, arrivati in paese in occasione dell’estate, avrebbero voluto portare il loro saluto sulla tomba dei familiari: non hanno potuto farlo, lamentando “disorganizzazione e scelte arbitrarie che feriscono la comunità”.
Quelli che invece, a fronte dell’ultimo provvedimento del 5 settembre scorso, si è recato al camposanto nel finesettimana, hanno avanzato ulteriori motivi di protesta. Intanto non esiste la segnaletica relativa all’inizio e alla fine dei lavori. Dunque, se il cimitero è chiuso per motivi di sicurezza e pubblica incolumità a causa delle opere in corso, qualora un visitatore, un anziano, un bambino, dovesse farsi male con un chiodo, uno spuntone o altro materiale lasciato in bella vista, non saprebbe a chi rivolgersi perché “non c’è traccia di alcun cartellone che indichi interventi, tempi e direttore dei lavori” dicono all’unisono alcuni residenti del paese.
Ma c’è dell’altro. Chi aveva i familiari seppelliti a terra (e non nei loculi) ha trovato le lapidi delle tombe rotte o “addirittura divelte). E questo – stando ai racconti – sarebbe accaduto sempre a causa delle opere di rifacimento e manutenzione in corso.
La vista delle tombe, in un certo modo “dissacrate”, ha provocato dolore, rabbia ma anche diverse domande. Molti, infatti, si chiedono se non siano state anche disseppellite le salme “perché, recarsi al cimitero e non ritrovare le lapidi, o assistere ad un tale decadimento, non solo provoca collera e irritazione ma inevitabilmente alimenta dubbi e interrogativi”.
Il cimitero è in condizioni di degrado “che quasi non sembra più un cimitero”. E ancora: “Ma è giusto che si privi una comunità per settimane e settimane della possibilità di andare a pregare sulla tomba di un proprio caro? Soprattutto a coloro che in quella visita trovano l’unico momento di consolazione?”.
“Ci hanno fatto male due volte”, dice un’anziana signora. Hanno “creato enormi disagi a tutti, dietro la più assoluta noncuranza”.








