Contrasto alle mafie
|Riciclaggio, crescono le operazioni sospette segnalate: in Molise +7,9%
I dati della Cgia di Mestre rilevano 49 segnalazioni in più, da 373 a 422, con un’impennata in provincia di Campobasso e un leggero calo a Isernia
Sono aumentate quasi dell’8 per cento in Molise nell’ultimo anno le segnalazioni di operazioni sospette pervenute all’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Il dato emerge da uno studio della Cgia di Mestre relativo sulle segnalazioni anti riciclaggio.
In particolare nella nostra regione sono state effettuate 603 segnalazioni nel 2022 con un aumento di 44 rispetto alle 559 dell’anno precedente, in percentuale il 7,9% in più. In Molise le segnalazioni ogni 100.000 abitanti raggiungono la cifra di 206,4 che pongono la nostra regione al quattordicesimo posto in Italia.
È la provincia di Campobasso (52esima in Italia) a far impennare la cifra, visto che si sono registrate 49 segnalazioni in più, da 373 a 422, con un aumento percentuale del 13,1%. Al contrario Isernia, che pure tenendo conto del criterio di segnalazioni ogni 100.000 abitanti è molto al di sopra di Campobasso attestandosi alla posizione 33, ha fatto segnalare un leggero calo di segnalazioni passate da 186 del 2021 a 181.
La Cgia di Mestre ricorda che il 90% delle comunicazioni arrivano da banche, Poste e intermediari finanziari. Il 99,8% del flusso totale relativo a queste segnalazioni si riferisce a ipotesi di riciclaggio. Da notare come nell’arco di dieci anni queste segnalazioni abbiano avuto una crescita costante e siano passate da 67.000 circa del 2012 a 155.426 dell’anno passato.
“A seguito della crisi pandemica, le mafie hanno modificato il modo di approcciarsi al mondo delle imprese. Sono meno propense a usare metodi violenti, come le intimidazioni o le estorsioni, per contro privilegiano un approccio più “commerciale” – si legge nella sintesi del Documento – attraverso il finanziamento e/o l’acquisizione della proprietà delle aziende, sfruttandone la vulnerabilità economico finanziaria di queste ultime. In altre parole, le mafie si offrono sempre più spesso come vere e proprie agenzie di servizi alle imprese (forniture materiali, consulenze amministrative/fiscali, manodopera); così facendo cominciano a infiltrarsi nell’economia legale e non da ultimo hanno la possibilità di reinvestire i proventi delle ricchezze illecitamente accumulate”.
Infine, fra le quasi 3mila aziende confiscate definitivamente alle mafie, 2 su 3 si trovano nel Sud Italia ma per fortuna soltanto 2 in Molise.


