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Una folla composta ha salutato per l’ultima volta il consigliere comunale e commissario della Polizia Penitenziaria morto nella notte fra lunedì e martedì scorsi a Parma

La chiesa di San Francesco gremita, qualcuno in piedi, altri persino fuori. Una folla silenziosa e composta ha salutato oggi Nick Di Michele, morto nella notte fra lunedì e martedì per un infarto a Parma. Quello accorso per il suo funerale era un po’ il suo popolo. La famiglia, gli amici, i colleghi della Polizia Penitenziaria, quelli del Consiglio comunale e del partito, il Movimento Cinque Stelle, del quale è stato un simbolo per quasi un decennio. A sostenere la moglie Mariagrazia e il figlio Mattia c’era soprattutto la gente comune, quelli che l’hanno conosciuto grazie all’impegno politico, che ne hanno apprezzato le doti umane.

Presenti alla cerimonia il governatore Francesco Roberti, il vice sindaco reggente Enzo Ferrazzano e tanti amministratori termolesi, a cominciare dai colleghi di minoranza. In prima fila Daniela Decaro e Antonio Bovio, più in disparte Ippazio Stamerra, unico rimasto del M5S in Consiglio regionale dopo lo ‘strappo’ del luglio scorso che aveva portato Di Michele e gli altri due lasciare i pentastellati. Per il partito c’erano tra gli altri Antonio Federico, Roberto Gravina, Angelo Primiani, Simone Cretella e Patrizia Manzo.

I funerali di Nick Di Michele

Padre e marito affettuoso, amico sincero, poliziotto responsabile e capace, amministratore attento, con grandi capacità umane“. Questa la descrizione fatta al termine della cerimonia funebre da Francesco Maiorano, comandante della Polizia Penitenziaria di Larino dove Nicolino Di Michele aveva lavorato per anni come ispettore, poi poi essere promosso commissario a Parma. “Non si è mai sottratto alle sue responsabilità. Spetta a noi conservare la sua eredità” ha concluso a nome della Polizia Penitenziaria, accorsa con una propria delegazione e picchetto d’onore.

Al vescovo Gianfranco De Luca la parte più difficile, quella di tentare di dare un perché a una morte improvvisa a soli 55 anni. “Un evento che ci ha sorpresi e ai nostri occhi sembra assurdo” ha riconosciuto monsignor De Luca. “Viene spontaneo il silenzio, l’incapacità di dire“. Nella sua omelia il vescovo ha sottolineato come Nick Di Michele abbia interpretato al meglio “la vigilanza. Non aspettare il tempo che verrà dà senso alla vita”. Per questo quella del consigliere comunale e due volte candidato sindaco è stata “una vita di servizio. Nel lavoro, nel sociale, nell’impegno politico. Sempre un interessarsi agli altri”.

“Ci ha presi per mano spiegandoci come funzionava il Consiglio comunale” ha spiegato dall’altare Daniela Decaro prima del consueto ‘Andate in pace’. Quindi ha letto uno degli ultimi post Facebook di Di Michele che si concludeva con le parole “senza coraggio e senza libertà non si è mai vissuto“. Una sorta di lascito per i suoi.