Logo
Ex Rosary, 10 anni dopo l’abbattimento si rischia un altro sfregio perenne. “Fateci almeno vedere il mare”

Il cantiere dell’albergo di lusso che non esiste: oltre al danno la beffa di una vista mare annullata dall’unica cosa che andava eliminata e che è ancora al suo posto, cioè la palizzata di legno su colle Santa Lucia. Ecco il quadrato delle brutture tra ex cinema Adriatico, Fuori Rotta e Pozzo Dolce: la parte più bella di Termoli sfregiata.

Il cantiere di quello che doveva essere un albergo di lusso con annesso centro benessere e ristorante sul tetto terrazzato vista mare è fermo, anzi fermissimo. A ridosso del piazzale di cemento, recintato con banale nastro transennante e visibile a tutti, pedoni e automobilisti, sono cresciuti alberi e cespugli. Spuntano come zanne urbane i ferri incassati nella calce, un monumento all’incuria e al degrado che sfregia uno dei punti più panoramici e di pregio di Termoli.

Ex RosaryEx RosaryEx Rosary

E’ una sorta di quadrilatero dell’orrore, nel bel mezzo di una vista mozzafiato, quello rappresentato da quattro opere abbandonate che feriscono il volto più bello di Termoli. Da un lato Pozzo Dolce, dove la situazione sicurezza e pulizia è sempre peggio. Sopra l’ex cinema Adriatico, ormai monumento all’inerzia presente e passata.

Ex cinema adriatico

In mezzo il Fuori Rotta, il locale che sorge sopra il Lido Panfilo del lungomare nord aggiudicato per la riconversione turistica un anno fa ad una impresa  che finora, malgrado le promesse di celerità, sembra dormiente. E dall’altra parte l’ex Rosary, lo squarcio che ha preso il posto dello storico albergo della Termoli del dopoguerra abbattuto nel 2012. La società titolare, Larivera, ha acquistato dalla Costruttori Molisani riuniti il sito cambiando il progetto in maniera radicale.

I lavori erano entrati nel vivo nella primavera del 2018, prima della crisi da pandemia e di quella legata ai rincari delle materie prime. Poi si è fermato tutto, tanto che l’imprenditore aveva ammesso che “costruire in questo momento diventa anti-economico e non sostenibile, anche perché i prezzi di ferro e cemento sono alle stelle, stanno toccando punte davvero proibitive. Ma non significa che l’albergo non si farà, aspettiamo solo il momento migliore e meno gravoso dal punto di vista finanziario”. La domanda sorge spontanea, mentre con tutta evidenza i permessi a costruire sono scaduti e devono essere rinnovati ex novo: fino a quando il momento giusto non arriverà le cose resteranno in questo modo?

Ex Rosary

“Che scempio, speriamo almeno che tolgano quella orribile palizzata di legno che non ci fa vedere il mare” è la riflessione dei residenti inquilini dei palazzi su Colle Santa Lucia, che da quando il cantiere è stato allestito hanno perso la visuale sull’azzurro dell’Adriatico. Certo, prima c’era un bel po’ di cemento a ostacolare la traiettoria dello sguardo verso l’infinito, ma ora al danno sembra essersi aggiunta la beffa perchè non solo i lavori sono drammaticamente fermi e il cantiere totalmente all’abbandono, ma l’unica cosa rimasta al suo posto è la barriera di protezione di un cantiere che di fatto non esiste più.

Ex RosaryEx RosaryEx Rosary

Alcune assi sono state divelte dalla forza del maestrale, che quando soffia forte nello slargo sopra la scalinata di Santa Lucia “ti straporta”, come dicono a Termoli. Una giovane donna ringrazia: “Almeno in un punto è possibile ammirare l’orizzonte, anche se con questo accrocco molto poco poetico di nastro e rete arancione”. Dubbio legittimo quello sulla presenza ingombrante della palizzata, unica superstite a lavori che dovevano finire nel 2024 e che non sono mai davvero iniziati.

Ex Rosary

Si farà mai l’hotel nel cuore di Termoli con affaccio diretto sul mare oppure è l’ennesimo sfregio a una città dall’indolenza faticosa, che pare sopportare tutto senza battere ciglio? Passa un ragazzo, gli chiediamo cosa ne pensa di quella colata di cemento che perfino la natura, presente con rampicanti e alberi di fico spuntati tra le fondamenta dell’hotel che non esiste, vorrebbe risucchiare. “Meglio se non lo fanno mai questo albergo. Ma almeno potrebbero togliere la barriera di legno, io abito lassù” dice indicando un palazzo che affaccia su Mario Milano, il cui ultimo tratto prima dell’incrocio sul lungomare è un campionario di assurdità: il marciapiede non c’è ma sono state installate barriere di metallo che restringono la strada e hanno implicato un non trascurabile sforzo, anche economico, mentre lo sforzo minimo per pulire il vicino tombino non lo ha fatto nessuno. La griglia è invasa da detriti, sassolini, sabbia incrostata. Basta un po’ di pioggia a farlo tracimare, con conseguenti allagamenti, ed è bene ricordare che non splenderà il sole per sempre.

Ex Rosary
Ex Rosary