Ztl al centro storico, parla un residente: “Favorevole, ma prima bisogna riportare qui le persone altrimenti è propaganda”
Nicola Messere, da trent’anni in via Sant’Antonio Abate, parla dell’annunciato progetto di istituzione della zona a traffico limitato nella parte storica di Campobasso che in autunno sarà realtà. “Giusto farla come in altre città ma chi ci dovrebbe venire a piedi e per fare cosa se mancano i servizi?
Via Larino, via Firenze, piazza Pepe, via Palombo e via Salita San Paolo: cinque varchi di accesso al centro storico per l’attivazione della nuova, e ormai imminente, Ztl (zona a traffico limitato) di Campobasso. Il progetto dell’amministrazione comunale, che all’inizio del prossimo autunno partirà in via sperimentale, fa discutere.

Il governo cittadino a trazione 5 Stelle dopo qualche assemblea pubblica coi commercianti e i residenti ha approvato, era il 20 luglio scorso, la delibera di giunta numero 220 per l’installazione dei varchi elettronici per il controllo automatico (tramite telecamere per il riconoscimento dei veicoli autorizzati), degli accessi nella zona storica del capoluogo.
Una procedura più rapida rispetto al dibattito in consiglio comunale che è stata contestata dalle opposizioni ma che, di fatto, permetterà di rispettare i tempi di un importante intervento sulla circolazione e segnare un cambio di rotta col passato anche in termini culturali. Una vasta zona pedonale in cui accederà con l’automobile solamente chi ci vive o lavora è stata una proposta più volte discussa, ventilata ma mai attuata concretamente. Oggi il M5S, agli sgoccioli della legislatura, intende fare questa piccola rivoluzione. Non senza qualche perplessità da parte di chi, nella zona antica di Campobasso, ha una abitazione.
E’ il caso di Nicola Messere, residente di via Sant’Antonio Abate (palazzo Di Zinno) a due passi dal mercato coperto e il ristorante Aciniello. La sua testimonianza pubblicata sui social e inviata alla nostra redazione è significativa anche perché sua figlia è una giovane imprenditrice con un negozio di abbigliamento in via Ferrari (Mamè).
“Sono stato da sempre a favore delle Ztl – ha detto il signor Messere – anche perché spesso hanno risolto molti problemi alle città e ai loro centri storici. Detto questo, però, credo che prima di muovere in tal senso anche per la città di Campobasso bisognerebbe valutare più attentamente l’impatto che provocherà sui cittadini residenti e sul commercio! La conformazione del nostro centro storico e della viabilità all’interno delle mura non può essere paragonata a quelle delle grandi città metropolitane o ad altre città d’arte seppur più piccole.
Negli anni il centro storico di Campobasso ha subito una desertificazione commerciale e un degrado sociale che è sotto gli occhi di tutti. Io ci vivo dal 1994 e in questi quasi trent’anni ho potuto constatare il suo inesorabile declino. Se non saranno valutate attentamente le ricaduta di questa decisione dell’amministrazione comunale, a mio avviso, questa decisione potrebbe essere il colpo mortale per i residenti e soprattutto per i commercianti che, al contrario, andrebbero solo premiati per il coraggio che hanno avuto negli anni a rimanere e tenere aperte le proprie botteghe”.
Il timore di Nicola è che allo spopolamento già in atto in questa zona del centro cittadino si aggiungano ulteriori problemi legati per esempio al consumo e allo spaccio di droga alimentati proprio da questa ulteriore chiusura. “Qui dalle otto di sera è una deserto, potesti girare nudo per strada e nessuno se ne accorgerebbe – dice – coi varchi potrebbe diventare terra di conquista di malintenzionati”.
Il sospetto, suo ma anche di una parte del consiglio comunale, è che l’amministrazione Gravina voglia intestarsi una vittoria prima che si torni alle elezioni il prossimo anno. Così da dire: abbiamo fatto anche la Ztl.
“Le città che hanno adottato Ztl – spiega ancora Nicola – lo hanno fatto sempre dopo aver predisposto servizi alternativi per la mobilità, realizzato parcheggi, incentivato i cittadini e non solo a rimanere all’interno delle mura cittadine, realizzati interventi urbanistici che li hanno resi più belli, insomma dopo una politica condivisa e non solo come una mera stellette da appuntarsi sul petto! Comunque si parla di sperimentazione. Da cittadino del centro storico sarò molto attento a quello che provocherà questa decisione dell’amministrazione comunale. Nonostante dai vari incontri avuti con i cittadini, con i commercianti e con altri operatori economici non mi sembra sia emersa una condivisione, anzi. E comunque sempre pronto a ricredermi!” (ad)





