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Sindaco indagato per reati ambientali: “Fiducia nella giustizia, abbattimento nella pineta era necessario”

Pierdonato Silvestri in una nota spiega la sua versione dopo il sequestro preventivo di 25 ettari di pineta a nord e sud del porticciolo Santa Cristina: “Interventi necessari al fine di evitare il crollo degli alberi e di garantire l’incolumità delle persone”. Secondo gli inquirenti l’abbattimento è avvenuto in assenza di autorizzazioni.

Il sindaco di Campomarino Pierdonato Silvestri, indagato per reati ambientali in relazione al massiccio taglio di alberi nella pineta interessata dagli incendi nell’agosto 2021, dice di sentirsi tranquillo e avere piena fiducia nell’opera dei magistrati che stanno verificando, in corso di indagini, l’accaduto.

“Ho piena fiducia nella magistratura e nello sviluppo delle indagini e siamo fermamente convinti che l’intervento di abbattimento degli alberi nella pineta fosse necessario e legittimo”. Il sindaco è stato iscritto sul registro degli indagati insieme con il dirigente comunale e i rappresentanti amministrativi della ditta in seguito all’abbattimento di centinaia di alberi nella pineta fronte marea nord e a sud del porticciolo turistico ‘Santa Cristina’ di Campomarino, oggetto di un taglio raso che ha interessato la quasi totalità delle insistenti sulla pineta, come emerso dalle verifiche della Forestale.

Nei giorni scorsi 25 ettari di pineta sono stati sequestrati in via preventiva con decreto del Gip di Larino su richiesta della Procura della Repubblica dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri Forestale di Campobasso – unitamente alla Sezione di Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Termoli. Sequestrati anche 5mila metri cubi di legno di risulta dal taglio del rimboschimento.

piero donato silvestri Cosib direttivo

Ora, in una nota stampa, il sindaco di Campomarino Silvestri precisa la sua versione: “Non ritengo sia opportuno parlare di scempio ambientale in quanto, come già evidenziato, le aree in oggetto erano state pesantemente danneggiate dagli incendi. Gli interventi si sono resi necessari al fine di evitare il crollo degli alberi e di garantire l’incolumità dei beni e delle persone in particolar modo in un periodo caratterizzato da un forte afflusso di turisti”.

Secondo gli inquirenti invece il taglio è stato eseguito in assenza delle prescritte autorizzazione paesaggistica e valutazione di incidenza ambientale, visto che la pineta è area protetta e sottoposta a vincoli paesaggistici e norme di tutela. Al sindaco, al dirigente del Comune e alla ditta esecutrice dei lavori sono contestati i reati di invasione di terreno demaniale, furto di materiale legnoso e distruzione di habitat protetti.

La Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo “per impedire che i reati accertati vengano portati ad ulteriori conseguenze ed arginare i propositi di creare nuovi ed appetibili spazi da destinare a progetti di urbanizzazione lungo una fascia litoranea che rappresenta un unicum naturalistico e di biodiversità lungo l’intera costa adriatica, in barba a tutta la normativa comunitaria e nazionale finalizzata alla tutela di tali ambienti naturali”.