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Gestione fondi del Vaticano, chiesti 7 anni e mezzo per il broker Gianluigi Torzi

Il promotore di giustizia vaticano Alessandro Diddi ha chiesto la condanna del finanziere molisano e di tutti gli altri nove imputati, compreso il cardinale Angelo Becciu, per la compravendita del palazzo di Sloane Avenue e altri movimenti di denaro della Santa Sede

Sette anni e sei mesi di reclusione: è la richiesta di condanna formulata oggi dal promotore di giustizia vaticano Alessandro Diddi nei confronti del broker molisano Gianluigi Torzi, cresciuto a Guardialfiera e poi trasferitosi a Termoli. L’accusa della Santa Sede ha chiesto oltre 73 anni di condanna, oltre a pene interdittive e pecuniarie di vario tipo, nei confronti dei dieci imputati, compreso il cardinale Angelo Becciu per il quale la richiesta è di sette anni e tre mesi.

L’indagine è quella relativa alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato Vaticano, compresa l’ormai nota compravendita del palazzo di Sloane Avenue a Londra che vede protagonista proprio il finanziere originario di Guardialfiera, indagato anche dalla magistratura italiana. Secondo l’accusa Torzi avrebbe guadagnato illecitamente una provvigione da 15 milioni di euro per quella compravendita. L’indagine a suo carico è per i reati di estorsione, peculato, truffa, appropriazione indebita, riciclaggio ed autoriciclaggio.

Le richieste dell’accusa sono giunte oggi, a circa due anni dall’inizio del processo e a tre anni dal clamoroso arresto in Vaticano dello stesso Torzi. Diddi le ha formulate al termine della sesta udienza di requisitoria dell’accusa, la 67esima dall’inizio del dibattimento in aula.

Per Gianluigi Torzi, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, sono stati chiesti oltre a 7 anni e 6 mesi di reclusione, anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e 9.000 euro di multa. Nei suoi confronti erano state disposte anche confische pari a 71 milioni di euro.

La sentenza nei confronti dei dieci imputati è attesa entro Natale 2023.