Logo
Di Pardo dopo l’esclusione: “Faccio accesso agli atti e valuto ricorso. In maggioranza tutti stupiti”

Il grande escluso dalla proclamazione in Consiglio regionale vuole vederci chiaro: “I conteggi li hanno fatti fior di avvocati e matematici. Anche Romagnuolo era convinta di non essere stata eletta”

Nessuno se l’aspettava. Né Roberto Di Pardo, né la maggioranza a sostegno di Francesco Roberti, né la stessa Aida Romagnuolo. Eppure la Corte d’Appello ieri ha spiazzato tutti proclamando eletta la quinta esponente di Fratelli d’Italia e non il secondo di Noi Moderati, come risultava da tutti i calcoli.

La proclamazione di ieri ha portato quindi a questo risultato: eletti in maggioranza con il neo presidente Francesco Roberti 13 consiglieri: 5 esponenti di Fratelli d’Italia: Salvatore Micone, Quintino Pallante, Armandino D’Egidio, Michele Iorio e Aida Romagnuolo; 3 di Forza Italia: Nicola Cavaliere, Andrea Di Lucente e Roberto Di Baggio; 2 di Il Molise che Vogliamo: Stefania Passarelli e Gianluca Cefaratti; 1 con Noi Moderati: Fabio Cofelice e 1 coi Popolari: Vincenzo Niro.

In minoranza invece eletti 7 consiglieri: il candidato presidente sconfitto Roberto Gravina; 3 esponenti del Partito Democratico: Micaela Fanelli, Vittorino Facciolla e Alessandra Salvatore; 2 del Movimento Cinque Stelle: Andrea Greco e Angelo Primiani; 1 di Costruire Democrazia: Massimo Romano.

Il grande escluso Roberto Di Pardo però non resta a guardare, come prevedibile. “Sto andando a Campobasso. Farò accesso agli atti e ai verbali per capire cos’è successo” dice venerdì mattina, a poche ore da quella che per molti suoi sostenitori è stata una grande delusione. “I conteggi li hanno fatti fior di avvocati e matematici. A tutti risulta che come tredicesimo consigliere di maggioranza entro io. Voglio capire che conteggio ha fatto la Corte d’Appello”.

Da più parti si vocifera di un possibile errore di calcolo che avrebbe portato la Corte d’Appello a dare un resto più alto a Fratelli d’Italia. Calcolato il quoziente elettorale, sono infatti i resti ad assegnare gli ultimi seggi per il Consiglio regionale del Molise. “Anche in Fratelli d’Italia erano convinti di avere quattro seggi” aggiunge Di Pardo che al momento resta quindi sindaco di Petacciato.

Potrebbe esserci anche un difetto di comprensione sulla parte di legge elettorale relativa proprio al calcolo del quoziente elettorale. Né si può escludere che la Corte d’Appello abbia applicato il metodo d’Hondt, solitamente utilizzato per l’attribuzione dei seggi anche a livello comunale, ma che invece non è previsto dalla legge elettorale del Molise.

Se confermato, sarebbe un errore madornale. Se invece fosse tutto giusto, ci sarebbe da chiedersi perché tutti, compresi gli addetti ai lavori, hanno avuto un risultato diverso e se non servirebbe un metodo più semplice, soprattutto per farlo comprendere agli elettori che di tutta questa faccenda ci stanno capendo ben poco.

Possibile un ricorso di Noi Moderati e Di Pardo? “Prima del ricorso, se fosse confermato l’errore, presenterei un’istanza di revoca in autotutela della proclamazione degli eletti. Ma prima dobbiamo capire”. L’eventuale istanza potrebbe portare a due risultati: nel primo caso i giudici riconoscono l’errore, fanno marcia indietro e revocano la proclamazione. Nel secondo caso vanno avanti comunque. E a quel punto il ricorso sarebbe praticamente automatico. Il prossimo Consiglio regionale molisano inizierebbe già con una battaglia in Tribunale.