Vibac, concesso un altro anno di cassa integrazione. Ma l’azienda conferma oltre 100 licenziamenti
Il Ministero ha concesso il via libera per la Cigs per cercare di recuperare competitività ma i vertici della società che produce nastro adesivo al Nucleo industriale sono disponibili a mantenere non più di 36 dipendenti
Prima erano 126, poi 64, adesso dovrebbero essere circa un centinaio, forse 106 i licenziamenti alla Vibac di Termoli. L’azienda avrebbe cambiato nuovamente versione davanti ai sindacati e alla Regione, nonostante abbia ottenuto un altro anno di cassa integrazione straordinaria.
È infatti arrivato l’avallo del Ministero del Lavoro che ha acconsentito alla richiesta. Un anno ci Cigs per cercare di ritrovare competitività dal punto di vista energetico e sul mercato del lavoro.
Ma nel tentativo di trovare un accordo per quando scadrà la cassa integrazione, purtroppo i sindacati hanno registrato un nuovo passo indietro da parte dei vertici della società che produce nastro adesivo al Nucleo industriale di Termoli.
“Se prima avevano detto che rispetto alla cifra iniziale di 126 licenziamenti, sarebbero stati disposti a tenere 80 dipendenti, adesso hanno dichiarato in maniera perentoria che non possono andare oltre i 20 posti, oltre ai 16 che non erano mai stati in discussione” fa sapere Massimiliano Recinella della Femca Cisl. Considerato che il numero totale degli occupati è oggi di 142, con soli 36 dipendenti conservati, sarebbero quindi 106 i licenziamenti.
Durante questo periodo di transizione occupazionale sono previsti però due progetti, uno du formazione e l’altro di rioccupazione del personale eventualmente in esubero. Due istituti che dovrà mettere in campo la Regione e andranno di pari passo con la cassa integrazione straordinaria.


