La parola ai candidati
|Massimo Sabusco, in corsa con la Lega: “Il Molise riparte se col Governo azzeriamo il deficit sanitario”
Massimo Sabusco, avvocato, 52 anni, sposato con la collega Sandra De Lucia e padre di Giovanni, 17 anni; è consigliere comunale a Palazzo San Giorgio e in corsa con la Lega per il rinnovo del consiglio regionale del Molise.
Si è candidato perché “quando fai politica da sempre e per 15 anni porti fattivamente le istanze della popolazione nelle aule del consiglio comunale, allora senti il dovere di fare di più”.
Del governo Toma rimarca subito un aspetto: “Ha operato in un momento di crisi globale. Prima la pandemia, poi il crollo dell’economia del Paese, insomma va riconosciuto a questo governo di aver fatto tutto il possibile nonostante le difficoltà oggettive del periodo”. Massimo Sabusco ha le idee chiare di progetti e programmi per il Molise e il perno dal quale si deve ripartire è “certamente la sanità”.
Per il candidato della Lega la“prima cosa da fare è mettere in ordine i conti della sanità, riorganizzare la rete ospedaliera e territoriale contemplando un’integrazione concreta con le strutture private tale non ingenerare sprechi né doppioni”.

Per Massimo Sabusco, quindi, è possibile razionalizzare la spesa soltanto se si evitano gli sprechi perché “laddove esiste una struttura funzionante, questa va supportata e valorizzata”.
E la mancata valorizzazione delle strutture esistenti, per Sabusco è uno dei principali motivi che allontana i medici e gli infermieri provocando quella “carenza di personale che ci riguarda”. Secondo il candidato “I medici non scelgono il Molise perché non abbiamo strutture che gli permettano di operare e lavorare con serenità. E invece, strutture e reparti devono essere funzionali per intercettare professionalità valide pronte a restare in Molise. Così si creerebbe occupazione sanitaria reale. Finora abbiamo visto il personale sanitario costretto al tempo determinato a causa del blocco del turnover, quindi chi era qui, si è formato e poi è andato via e chi voleva venire non avrebbe trovato il giusto supporto nella struttura e nell’organizzazione”.
Molto è stato causato dalla condizione di commissariamento. Al riguardo Sabusco non ha dubbi: “In una situazione simile nessuno avrebbe potuto creare o favorire con facilità, purtroppo, continuità sanitaria e assistenziale”.
Categorico anche sull’urgenza di azzerare il deficit ribadisce che questo non può avvenire “con le sole risorse del Molise perché questa regione, con circa 300mila abitanti, non ha la capacità contributiva per farlo. Allora diventa indispensabile un intervento del governo”.
Forte anche della sua esperienza di assessore al Bilancio a Palazzo San Giorgio rammenta che “per evitare che il debito continui a generarsi perché non riusciamo a coprire il corrente, bisogna che il governo, così come supporta la facoltà di medicina dell’Unimol, trovi risorse aggiuntive per consentire anche a strutture di eccellenza come Neuromed e Gemelli di continuare ad operare. La spesa non può essere fatta a compensazione, deve essere finanziata con risorse dello stato centrale”.
Se si mette fattivamente e rapidamente mano alla questione “sanità in Molise”, Sabusco è certo “che tutto l’indotto ne trarrebbe vantaggio, a partire dal problema occupazione”.
Non pare convinto sulla possibilità di realizzare un’autostrada che attraversi il Molise, altro cavallo di battaglia della politica regionale, ma “piuttosto – dice – una doppia corsia che avvicini la fascia costiera all’entroterra. Non parliamo di un’opera faraonica ma di qualcosa di assolutamente fattibile”.
Dalle prossime elezioni regionali si aspetta che “i cittadini mi diano fiducia, anche per quanto ho cercato di fare, stando sempre dalla parte degli ultimi, in questi ultimi 15 anni al Comune di Campobasso”. Ricorda di conoscere il territorio “e le problematiche che lo riguardano, e grazie all’esperienza che ho nell’ambito politico amministrativo, sono certo di poter contribuire ad una soluzione per ognuna di loro”.
E conclude: “Credo sia il momento più opportuno per mettere a frutto le mie competenze e ho scelto di farlo con la Lega proprio perché in questo partito riconosco azioni e concretezza”.


