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Termoli Jet, epilogo per lo spreco pubblico: Chieffo, Iorio e gli ex assessori devono risarcire la Regione di tasca propria

La Corte dei Conti d’Appello ha accolto in parte il ricorso e ha abbassato la cifra del danno erariale, portandolo a 1,6 milioni di euro che però devono pagare di tasca propria l’ex governatore Iorio, i suoi ex assessori (100mila euro a testa), l’ex assessore ai Trasporti Chieffo e un ex dirigente (un milione in solido). E’ l’ultimo capitolo dello sperpero di fondi pubblici del catamarano Termoli Jet. La sentenza è definitiva e non si può più appellare.

Nuovo e definitivo capitolo per il filone economico del Termoli Jet, il catamarano veloce acquistato con i fondi della ripresa produttiva dopo il sisma 2002 e l’alluvione 2003 e mai usato, per il quale sono stati spesi oltre 8 milioni di fondi pubblici. La Corte dei Conti d’Appello ha condannato, con sentenza 273, l’ex assessore ai Trasporti della Regione Antonio Chieffo e l’ex dirigente regionale Domenico Pollice a pagare in solido un milione di euro, mentre Michele Iorio (all’epoca governatore), Filoteo Di Sandro, Rosario De Matteis, Michele Picciano e Gianfranco Vitagliano (all’epoca assessori) devono pagare 100mila euro a testa. I giudici contabili hanno rideterminato l’importo, inizialmente stimato in 8 milioni e poi, nel 2020, abbassato a 3,5 milioni di euro. Contro quella decisione gli ex amministratori regionali hanno fatto ricorso. Oggi sono state rese note le motivazioni della sentenza del marzo scorso della terza sezione giurisdizionale centrale d’Appello, che accoglie parzialmente il ricorso rideterminando l’importo in un milione e 600mila euro. La sentenza è definitiva e non può più essere appellata: significa che gli amministratori devono pagare gli importi previsti. 

Il danno erariale, confermano i giudici, differenziato a seconda delle responsabilità (Chieffo e Pollice avrebbero avuto i ruoli principali) è stato fra le altre cose innescato dalla delibera di Giunta n. 927 del 4 luglio 2005, con la quale, su proposta dell’Assessore ai trasporti Chieffo e con il parere favorevole del responsabile del Servizio trasporti su gomma Pollice, era stata individuata, senza gara ad evidenza pubblica, la società Larivera S.p.A. quale partner industriale della società mista che avrebbe dovuto realizzare il progetto “Termoli Jet”, diretto alla creazione di un sistema di collegamento veloce per il trasporto di persone, autocarri e merci tra il porto di Termoli e quelli croati di Spalato, Ploce e Dubrovnik. “Pur avendo la Regione investito l’importo di euro 6.800.000,00 in detta società mista, denominata LTM S.p.A. – si legge nella sentenza – il progetto non era stato mai effettivamente realizzato, in quanto la predetta delibera era stata annullata dal giudice amministrativo che ne aveva rilevato l’illegittimità sotto una pluralità di profili e la successiva gara per la scelta del socio privato, indetta dopo il recesso della società Larivera S.p.A., era andata deserta”. 

La vicenda del Termoli Jet era iniziata nel 2004 con il finanziamento da parte della Regione Molise – all’epoca guidata da Michele Iorio – per l’acquisto di una nave pensata per i collegamenti nell’Adriatico fra la costa molisana e quella croata. Circa 8 milioni l’investimento, ma il collegamento via mare non era mai partito, salvo sporadici viaggi. Il catamarano, ormeggiato per anni sul molo di Termoli, è diventato emblema dello spreco, protagonista di cronache sulla malagestione dei fondi pubblici a livello nazionale, finendo in numerose trasmissioni tv e sui giornali italiani. Una parabola discendente conclusasi con la vendita all’asta, per un milione e mezzo, a un broker coreano nel 2016.

Quasi vent’anni dopo si chiude il capitolo economico, per il quale la Regione Molise nel 2015, sotto la presidenza di Paolo Frattura (centrosinistra) si era costituita parte civile. Succede peraltro alla vigilia di elezioni regionali che vedono lo stesso Michele Iorio candidato alla carica di consigliere, ora con la lista di Fratelli d’Italia.

Il filone relativo alla spesa pubblica, di competenza della Corte dei Conti, è andato avanti anche se era finita nel nulla l’inchiesta penale, avviata per le ipotesi di reato di falso ideologico, abuso d’ufficio e truffa aggravata e finita con una bolla di sapone: tutti i reati prescritti. La Corte dei Conti giurisdizionale, su istanza della Procura generale, il 22 novembre 2017 aveva chiesto in via principale 8 milioni di risarcimento danni in solido tra i 7 imputati in relazione alla iniziativa del Termoli Jet. Successivamente l’importo era stato dimezzato: nel 2020 la Corte dei Conti del Molise, con sentenza n. 5/2020, aveva portato a 3,5 milioni di euro il danno erariale. Contro quella sentenza era stato presentato ricorso. Oggi la sentenza della Corte dei Conti d’Appello.

Termoli Jet, arriva il conto per gli sprechi pubblici: ex amministratori e dirigente condannati a pagare di tasca propria 3,5 milioni