Il ministro della Salute in Molise: “Sanità con luci e ombre ma ci sono 11 miliardi che le Regioni non hanno mai chiesto”
In Molise per la convention elettorale a sostegno di Francesco Roberti, Orazio Schillaci ha parlato di una “sanità con luci ed ombre, come ho riscontrato nel resto d’Italia. Vero è anche che i fondi a disposizione non sono mai stati utilizzati”
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, prima della tappa ufficiale per la convention elettorale al Centrum Palace insieme al candidato presidente Francesco Roberti e al coordinatore regionale di Fratelli D’Italia, Filoteo Di Sandro, ha fatto tappa all’ospedale Cardarelli.
Accompagnato dai parlamentari Costanzo Della Porta ed Elisabetta Lancellotta, ha visitato alcuni reparti del nosocomio di Campobasso, in particolare il pronto soccorso e il blocco operatorio, e ha incontrato i quadri dirigenziali dell’Asrem con i quali si è intrattenuto in forma privata per circa un’ora.
Durante la convention, consapevole della difficile situazione del sistema sanitario nazionale, ammette che: “Bisogna, in qualche modo, usare bene i fondi che ci sono. Ci sono quasi 11 miliardi di fondi per le strutture sanitarie ospedaliere (ex articolo 20) dal 1988 che le regioni non hanno utilizzato, certo è che se le Regioni non li chiedono è difficile intervenire. Così come sulle liste d’attesa: sono stati utilizzati, in passato, molto meno dei soldi a disposizione. Noi abbiamo rimesso 360 milioni, ma le regioni devono usarli”.
E al riguardo annuncia che mercoledì incontrerà per la prima volta tutti i governatori delle Regioni d’Italia e “non potrò non richiamarli sulla questione delle criticità riscontrate negli ospedali d’Italia, perché penso ci voglia attenzione nello spendere il fondo sanitario nazionale. Bisogna spenderlo e bene”.
Elenca le cose fatte in questo anno di governo a partire dalla prossima approvazione dell’iter per la stabilizzazione del personale sanitario, all’integrazione del fondo destinato al 118. Passa anche per il decreto Molise che è in fase di elaborazione e “che consentirà l’azzeramento del debito sanitario nonché una deroga al decreto Balduzzi”.
La situazione sanitaria del Molise rispecchia – secondo il ministro – quanto accade nel resto d’Italia anche se questa “è una regione particolare soprattutto sotto l’aspetto geografico – ha detto –, fatto che la rende complessa. Vero è anche che se un provvedimento, come il commissariamento, dura anni e non produce i risultati vuol dire che probabilmente che non è la soluzione migliore”.
Il ministro parla di un rapporto costruttivo da costruire con i privati per l’integrazione con il pubblico servizio e quindi di superare le difficoltà generate in particolare sulle di radioterapia.
“Credo che nel Molise – ha concluso – ci siano luci e ombre. E’ quello che ho riscontrato da quando sono diventato Ministro. Ma devo dire che un atto di riconoscenza va agli operatori sanitari che sono la parte migliore del sistema sanitario nazionale. Nel frattempo studieremo le misure migliori per dare una sanità adatta a tutti gli abitanti del Molise con il nuovo governo regionale”.






