Fondi statali per il pluralismo dell’informazione, il Tar Lazio annulla il provvedimento del Ministero
Il contributo statale previsto per le emittenti televisive locali è pari a cento milioni di euro all’anno. Ma secondo il Tar del Lazio, i fondi, sono stati divisi in maniera illegittima e ha quindi annullato il provvedimento del Ministero delle imprese e del made in Italy, che assegna il 95 per cento della somma ai grossi gruppi editoriali, lasciando la parte rimanente alle piccole aziende locali penalizzando, in questo modo, anche il plurarismo dell’informazione.
Il ricorso per conto di alcuni media, poi accolto dal Tar del Lazio, è stato curato dagli avvocati Margherita Zezza, Massimo Romano e Pino Ruta. E proprio Margherita Zezza spiega che il Tar del Lazio: “ha stabilito che la norma, che prevede che il 95 per cento delle risorse sia stanziato a favore di solo cento emittenti prime classificate, è illegittima perchè viola il pluralismo e quindi i principi che la riforma era finalizzata a preservare creando di fatto una disparità fra grandi e piccoli gruppi”.
Massimo Romano ha spiegato che: “Il ministero ha sbagliato di nuovo – ha detto – ha continuato ad apllicare norma illegittima e annullata già dal Consiglio di Stato. Oggi finalmente riotteniamo giustizia e quindi il Ministero dovrà rimodulare ancora una volta questi contributi, richiederli indietro rispetto a chi ne ha beneficiato per essere rispalmati in base a due principi: plularilsmo e concorrenza nel settore radiotelevisivo”.


