Alberi abbattuti alla pineta, il Comune spiega: “Tagliati quelli a rischio crollo, basta omissioni nella gestione”
Il Comune di Campomarino respinge le accuse e spiega i motivi dell’intervento: “Necessario ridurre al minimo i potenziali rischi legati alla presenza di alberi morti bruciati, oppure di pini d’aleppo che rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità”
Gli alberi abbattuti erano tutti a rischio crollo in un’area molto vicina alla spiaggia e quindi pericolosi per i bagnanti. Il Comune di Campomarino ha voluto replicare così all’articolo pubblicato ieri da Primonumero sul taglio di centinaia di alberi nell’area della pineta del Lido.
“La decisione di effettuare degli interventi colturali sulle aree boscate percorse dal fuoco è nata dalla necessità e consapevolezza di intervenire dopo che nel 2022 la Regione Molise con la Legge Regionale n. 7 del 23 maggio 2022 dove i comuni devono provvedere alla gestione delle pinete litoranee insistenti su aree demaniali marittime, fatti salvi i compiti e le funzioni amministrative regionali in materia di programmazione, indirizzo generale e autorizzatorie in materia forestale. In sostanza, le aree sono demaniali, quindi della Regione Molise, ma devono essere gestite dai comuni; ovviamente al trasferimento delle competenze non sono seguiti i necessari ristori finanziari, utili per la gestione ordinaria e straordinaria delle aree boscate. Appare evidente che chi amministra un territorio che, nel caso di Campomarino, vede un afflusso significativo dei turisti durante il periodo estivo, deve creare le condizioni di massima sicurezza, riducendo al minimo i potenziali rischi legati alla presenza di alberi morti bruciati, oppure di pini d’aleppo che, seppur vegetanti, rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità in quanto a rischio elevato di schianto al suolo a causa di un’eccessiva densità di impianto iniziale. La gestione del rischio arboreo in aree ad elevata frequentazione turistica rappresenta il caposaldo di una programmazione territoriale comunale che unisce gli elementi di tutela e salvaguardia ambientale alla fruizione in sicurezza delle aree boschive pubbliche. In un’area boschiva come la pineta di Campomarino, mai gestita in passato in maniera significativa con interventi selvicolturali mirati verso forme selvicolturali tendenzialmente stabili, il risultato è sotto gli occhi di tutti, ovvero che nell’estate del 2021 gli incendi si svilupparono e si alimentarono perchè nessun intervento manutentivo era stato effettuato negli anni precedenti ai fini della prevenzione incendi (fasce parafuoco, diradamenti selettivi). Il Sindaco, in qualità di Autorità Comunale di Protezione Civile e di Pubblica Sicurezza e in relazione al D. lgs n. 1 del 2018 “Codice di Protezione Civile” art. 16 comma 1 che individua il rischio incendi boschivi quale tipologia di rischio di interesse del Servizio Nazionale di Protezione Civile ha inteso attivare, con propria Ordinanza Sindacale n. 6 del 4 maggio 2023, azioni finalizzate alla messa in sicurezza dei soprassuoli boscati artificiali percorsi dal fuoco ricadenti su aree demaniali mediante interventi di miglioramento boschivo e di riqualificazione ambientale ai fini della pubblica incolumità di beni e persone. Tale Ordinanza urgente e contingibile è maturata dopo aver verificato che le aree boscate percorse dal fuoco erano frequentate e transitate da cittadini, con l’elevato rischio che gli alberi bruciati potessero schiantarsi al suolo. Inoltre, la presenza della necromassa bruciata dal fuoco, oltre a quei pini con elevata densità di impianto, non favorivano la rinnovazione naturale per seme. Gli interventi selvicolturali previsti, di tipo esclusivamente colturale, sono finalizzati alla “ricostituzione dello strato arbustivo ed arboreo” e contestualmente alla riduzione del rischio di incendio, poiché l’eliminazione della necromassa altamente infiammabile non favorisce quei processi di combustione che sono pericolosi allorquando vi è un potenziale pericolo di incendiabilità. Tali azioni progettuali, nell’ambito delle indicazioni tecniche che sono alla base della Gestione Forestale Sostenibile, creeranno in un futuro prossimo, i presupposti per avere soprassuoli forestali in equilibrio con l’ambiente e quindi più stabili nei confronti di agenti distruttivi esterni, a condizione che le attività gestionali siano costanti nel tempo”.

Nella nota, il Comune mostra anche esemplari di pino d’aleppo completamente bruciati e percorsi dal fuoco. “Il taglio degli alberi favorirà la rinnovazione naturale delle latifoglie autoctone e contestualmente ridurrà, per un prossimo futuro, il rischio di schianti al suolo tenuto conto che tutta l’area è prossima alla spiaggia, con un notevole afflusso di turisti durante il periodo estivo.

Nelle aree parzialmente bruciate e percorse dal fuoco saranno asportate tutte le piante di pino d’aleppo (diradamenti selettivi) che si trovano in prossimità delle strade di accesso e che determinano una situazione di pericolo per la pubblica incolumità, con una valutazione del rischio inaccettabile.

In tali situazioni, saranno asportate tutte le piante di pino d’aleppo e lasciate invece quelle non presentano problemi di stabilità e non interferiscono con la rinnovazione naturale.

Quota parte della necromassa bruciata sarà lasciata al suolo e quindi non asportata dal letto di caduta, al fine di favorire tutti i processi di degradazione dei tessuti legnosi, utili all’entomofauna presente In conclusione, gli interventi di miglioramento forestale consistenti nel taglio colturale – fitosanitario, favoriranno nel breve e medio periodo la rinnovazione naturale, con l’ingresso delle latifoglie autoctone, che già timidamente provano a colonizzare il suolo e troveranno la definitiva affermazione con un maggior apporto di luce al suolo generata dai diradamenti selettivi che si andranno ad effettuare. I recenti accadimenti tragici dell’Emilia Romagna devono far riflettere, oggi più che mai, sulla necessità di intervenire in maniera chiara, decisa ed autorevole rispetto a situazioni che non possono più essere omesse in termini di gestione del territorio. La mancanza di un’adeguata prevenzione e pianificazione territoriale porta poi a subire disastri ambientali difficilmente gestibili nella fase del danno accertato.
I lavori selvicolturali sono stati progettati dal dottore forestale Marco Maio che, per conto dell’Amministrazione comunale di Campomarino, cura anche l’attività di coordinamento della direzione lavori anche in merito al rischio arboreo, con valutazioni integrate di stabilità. Allo stato, tutta l’area percorsa dalle lavorazioni selvicolturali è interdetta ai fini del transito pedonale oltre che di quello meccanizzato in quanto l’aspettativa a breve e medio termine sarà quella di non danneggiare le giovani plantule (roverella, leccio, pino d’aleppo, olivello selvatico) che sono in via di affermazione. Per tale ragione, l’area non potendo essere recintata, è delimitata da cartelli monitori posti all’esterno del perimetro delle aree boscate”.





