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L’opposizione a Palazzo S.Giorgio: “Paola Felice non può fare il sindaco. Gli elettori non l’hanno scelta”

I consiglieri di minoranza del comune di Campobasso in una conferenza stampa hanno dato l’altolà a Gravina: “Se sceglierà la Regione deve dare ai cittadini la possibilità di tornare al voto. Il vicesindaco è una sua scelta e non della città”

Le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Roberto Gravina, sindaco di Campobasso candidato a presidente della giunta regionale dalla coalizione di centrosinistra riguardo la sua scelta di lasciare – eventualmente – le redini dell’amministrazione comunale alla sua vice, Paola Felice, hanno lasciato sbigottiti ed interdetti gli esponenti della minoranza.

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“Si tratta, a nostro avviso, di un oltraggio alla democrazia” hanno detto all’unisono in una conferenza stampa convocata questa mattina nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio.

Al tavolo: Domenico Esposito, Salvatore Colagiovanni, Alberto Tramontano, Mario Annuario, Pina Passarelli (ex Cinque stelle) e Antonio Venditti (anche lui ex sostenitori del Moviimento grillino).

Le argomentazioni esposte da Gravina in occasione della prima uscita ufficiale da candidato, in merito al futuro del Comune di Campobasso, sono apparse “strumentali tese a resistere in una carica”, pur nella piena consapevolezza che “quell’investitura consegnata a lui con un ballottaggio, non è stata certamente consegnata al vice sindaco Paola Felice, scelta prettamente politica e personale dello stesso Gravina”.

“L’unica opposizione all’Amministrazione grillina ormai è il centrodestra – ha detto Domenico Esposito – perché il Pd, di fatto, è maggioranza visto il sostegno alla candidatura del sindaco. Quindi auspichiamo, a fronte di questi cambiamenti, che siano riscritte anche le commissioni rappresentate attualmente soltanto da esponenti del M5s”.

I consiglieri sottolineano che “fondamentalmente questa amministrazione per città di Campobasso non ha portato a termine nulla. Dal 2019 hanno chiuso 50 attività commerciali. Non c’è stata alcuna rivitalizzazione del centro storico – continua Esposito – E i lavori attuali che vedete in giro per la città sono il risultato dell’amministrazione di Antonio Battista, non certamente di quella guidata da Roberto Gravina”.

Salvatore Colagiovanni va giù duro: “Sia chiaro, non ho nulla contro la persona di Roberto Gravina, ma politicamente mi auguro agisca con coerenza e correttezza che finora non ho visto e che quindi abbandoni gli strumenti da sindaco per farsi campagna elettorale come purtroppo sta accadendo”.

Alberto Tramontano, già nei giorni scorsi, sull’argomento, aveva già palesato tutta la sua contrarietà e questa mattina è tornato a ribadirlo in conferenza stampa, sottolineando: “Siamo qui anche a dire che in questi anni, il centrodestra, ha spesso indirizzato linea politica di questo Comune ma anche per ribadire che nessuno di noi è candidato alla Regione come invece sembrerebbe essere dall’altra parte. A maggior ragione le mancate dimissioni sono gravissime perché si impedisce una scelta democratica dei cittadini ai quali si impone il prosieguo di un’amministrazione con un volto e un nome che non è stato scelto per quell’incarico. E nessuna paura per un eventuale commissariamento, perché il Bilancio è stato votato e i conti di questo Comune sono tutti in ordine, pertanto resterebbe poco o nulla da fare e si potrebbe quindi tranquillamente andare al voto”.

“Gravina ha auspicato una correttezza intellettuale in campagna elettorale – ha aggiunto Mario Annuario – Bene, il primo a doverla dimostrare dovrebbe essere proprio lui: non può fare campagna elettorale usando il capoluogo di regione”.

Pina Passarelli e Antonio Venditti che avevano scommesso sul cambiamento promesso dai Cinque stelle ma che durante il percorso hanno invece concluso “non hanno cambiato nulla adeguandosi alle stesse dinamiche che avevano proclamato di contrastare” dice Pina Passarelli, sono critici anche loro con le decisioni adottate dal Movimento e concludono all’unisono: “La decisione di Gravina è il consolidamento del concetto di incoerenza che ad un certo punto della vita amministrativa di questo Comune ci ha allontanato da quel modo di fare”.