Caso De Vivo, il Ris in aula ma “le macchie di sangue” non ricostruiscono il delitto
L’attesa testimonianza del colonnello del Reparto investigativo scientifico dei carabinieri di Roma non ha fornito elementi determinanti a chiarire i punti oscuri che riguardano la dinamica del delitto che ha visto la morte di Cristiano Micatrotta. Si torna in aula il prossimo primo giugno
Era attesa la testimonianza del colonnello del Reparto investigativo scientifico (Ris) dei carabinieri di Roma.
Attesa perché dalla cosiddetta Bpa (Bloodstain Pattern Analysis) che significa “analisi delle macchie di sangue con determinate morfologia, dimensione, posizione e raggruppamento che seguono uno schema matematico-geometrico”, oggi ci si aspettava una svolta. O quantomeno un chiarimento sui punti oscuri che tuttavia insistono quantomeno sulla dinamica dei fatti che la notte del 24 dicembre hanno portato, purtroppo, alla morte di Cristiano Micatrotta.
E invece, questa mattina, in aula, il colonnello dei carabinieri del Ris la risposta sulla ricostruzione del delitto in base alle macchie di sangue analizzate sulla scena in via Vico, non l’ha fornito.
Ha detto sì, che Giovanni De Vivo non aveva macchie ematiche di alcun tipo sui suoi abiti. E ha aggiunto anche che Alessio Madonna invece aveva tracce del suo sangue e di quello di Cristiano. Ma sulla ricostruzione della scena del crimine, gli elementi emersi non avrebbero offerto la possibilità di eseguire ricostruzione su modello scientifico.
La Bpa considera la posizione, la forma, la dimensione, la distribuzione, e altre caratteristiche fisiche delle macchie di sangue sulla scena, e da essa derivano informazioni relative a quanto accaduto in uno specifico caso.
Il sangue, in quantità rilevante, rinvenuto in via Vico quella notte avrebbe dovuto raccontare “cosa” e “come” sono accaduti i fatti che hanno ucciso il giovane geometra di Campobasso. Informazioni che, combinate con quelle della genetica forense (derivate dall’analisi del Dna) e della medicina legale (esame delle ferite della vittima e esame autoptico della stessa), avrebbero potuto fornire certamente le basi per la ricostruzione del delitto. Non è stato possibile. Si torna in aula il prossimo primo giugno.


