Campobasso
Protezione civile, i lavoratori precari da 20 anni chiedono di fermare il concorso
Il governo regionale non avrebbe ottemperato neanche all’emendamento approvato dal governo su intervento del senatore Claudio Lotito per la stabilizzazione del personale
Da almeno venti anni, dodici lavoratori svolgono attività di Protezione civile senza idoneo strumento contrattuale.
Si tratta del personale precario, in servizio presso il dipartimento del Molise, chiamati al lavoro “H24 per 365 giorni l’anno, proprio per cercare di tamponare alle mancanze regionali”, scrive il comitato (dei precari) in una lettera aperta inviata, fra gli altri, anche al presidente della Regione, Donato Toma.
E spiegano: “Per esempio, è facilmente riscontrabile l’assenza in Sala operativa ed al Centro Funzionale del personale di ruolo della Regione Molise, a cui sicuramente non sarà stato, non è, e non sarà possibile, chiedere di svolgere attività lavorativa con turnazioni, in periodi festivi, notturni, ed emergenziali, come accaduto durante il periodo pandemico e nel silenzio di tutti”.
Situazioni che si ripetono continuamente “ad ogni emergenza e sempre con le stesse persone e le stesse modalità e con le stesse criticità”.
La Regione Molise, tuttavia, in barba ai venti anni trascorsi da questo personaleal lavoro, e presente in ogni occasione richiesta, ha attivato una procedura concorsuale per assumere personale, penalizzando di fatto quello già in servizio ma precario.
“Fra l’altro – si legge ancora nella nota – il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e l’Amministrazione regionale, nell’ultimo ventennio, hanno speso enormi risorse economiche per la formazione del personale stesso ed attualmente in servizio. Fare un Bollettino di Previsione, un Avviso di Allerta, gestire una Campagna anti incendio boschivo, o una qualsivoglia emergenza, non è un’attività ordinaria, ma necessità di esperienza, conoscenze e pratica che non possono assolutamente essere acquisite attraverso un bando, le cui caratteristiche specifiche del personale ricercato, sono generiche (Determina 169/2021)”.
Il Comitato rammenta che meno di un mese fa il senatore eletto in Molise, Claudio Lotito, annunciava di “aver risolto l’atavico problema dei precari storici del Centro Funzionale e della Sala Operativa della Protezione Civile della Regione Molise con l’approvazione dell’emendamento a sua firma divenuto legge (art. 5-quinquies della Legge n. 21 del 10.03.2023, ‘Conversione in legge, con modificazioni del Decreto-Legge 11 gennaio 2023, n. 3, recante interventi urgenti in materia di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e di Protezione Civile’, pubblicato sulla G.U. n. 60 del 11.03.2023)”. Lotito, inoltre, aveva descritto la situazione lavorativa “precaria” delle 12 unità di personale posto alle dipendenze della Protezione Civile della Regione Molise.
Tuttavia la Regione Molise, con Determinazioni n. 31 e 33 del 29.03.2023, ha inteso fissare al 14 aprile prossimo la prova scritta selettiva per assumere 14 unità, proprio presso il Centro Funzionale e la Sala Operativa della Protezione Civile Regionale, disattendendo completamente l’emendamento approvato con l’intervento del Senatore Lotito.
“Vorremmo quindi – scrivono – che si accendesse un riflettore su questa vicenda, che dura ormai da anni, evidenziando una volta per tutte le modalità con cui si è ‘lavorato’ e si continua a ‘lavorare’ presso la Pubblica Amministrazione della Regione. Vorremmo fare appello, in primis, alla sensibilità del presidente della Giunta regionale, dell’autorità regionale di Protezione Civile ed, a seguire, dell’assessore al Personale, del consigliere delegato alla Protezione Civile, della delegazione parlamentare e del consiglio regionale per valutare l’opportunità, in ottica di trasparenza e legittimità, di sospensione della procedura selettiva attivata, nelle more di una richiesta al Ministero della Funzione Pubblica, per una interpretazione autentica dell’art. 5 quinquies della Legge n. 21 del 10.3.2023”.
Ripercorrendo la storia di queste dodici unità, si leggono, fra le carte, diverse proroghe contrattuali ininterrotte, ultima quella del 15 marzo con scadenza a tre mesi. “Vorremmo – concludono i lavoratori – avere la speranza di un’ultima occasione di rispetto per il lavoro svolto, la dedizione, l’impegno e il sacrificio personale e familiare, attraverso il parere di un soggetto terzo, che possa inequivocabilmente stabilire se è applicabile nei nostri confronto, l’art. 5 quinquies della Legge n. 21 del 10.3.2023, non rendendo vani 20 anni di lavoro precario”.


