Logo
Percepivano il reddito di cittadinanza in modo illegale: denunciate 16 persone

Si tratta di cittadini extracomunitari che hanno attestato in modo falso il requisito della residenza decennale in Italia.

Sedici cittadini extracomunitari sono stati denunciati per aver percepito il reddito di cittadinanza in modo illegale, procurando un danno allo Stato per circa 94mila euro. La Polizia della Questura di Campobasso ha condotto un’articolata attività d’indagine iniziata alla fine dello scorso anno: la Digos è riuscita a individuare le persone che hanno attestato in maniera falsa, nella domanda per la percezione del sussidio, il requisito della residenza decennale in Italia, indispensabile per accedere al beneficio.

Un cittadino albanese, pur avendo il requisito di residenza, ha invece attestato falsamente di essere titolare di permesso di soggiorno di lungo periodo. Le sedici persone sono state deferite alle Procure della Repubblica di Campobasso e Larino, ma anche ad altre Procure del territorio nazionale, competenti in base al Caf del luogo di presentazione della domanda e di fruizione del reddito.

L’attività di indagine condotta dalla Digos ha permesso di evitare ulteriori ammanchi per le finanze pubbliche per le mensilità che i cittadini extracomunitari avrebbero potuto percepire senza averne diritto. Si tratta di otto afghani, sei pakistani e un albanese.

Alcuni denunciati, dopo aver percepito il sussidio, si sono resi irreperibili e rischiano tutti una pena da 2 a 6 anni di reclusione, per avere reso le false dichiarazioni. Gli stranieri sono stati immediatamente segnalati anche alla direzione provinciale Inps di Campobasso, territorialmente competente in relazione alla residenza dichiarata al momento della domanda, per la decadenza dall’erogazione del reddito ed il conseguente recupero di quanto indebitamente percepito.

L’attività svolta dagli uomini della Digos, con il contributo dell’Ufficio Immigrazione della Questura, evidenzia l’impegno in prima linea della Polizia di Stato nel perseguire coloro che accedono indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraendo  importanti risorse economiche destinate a persone e famiglie che si trovano in condizioni di effettivo bisogno.