Molise Domani insiste su Iannacone e scrive a Conte e Schlein. Ma il fuoco delle divisioni cova sotto la cenere
Appello del movimento civico ai segretari nazionali di M5S e Pd per avallare la candidatura del giornalista Rai ma a livello locale emergono nuove fratture
Il movimento civico Molise Domani ha scritto una lettera ai segretari nazionali del M5S e del Pd, Giuseppe Conte ed Elly Schlein, per chiedere loro di intervenire e dare l’avallo decisivo alla scelta di Domenico Iannacone come candidato presidente della coalizione progressista. “Siamo di fronte ad un appuntamento importante. Quello in cui i vostri progetti di rinnovamento della società italiana possono incrociare l’aspirazione del Molise a voltare pagina. Una vostra partecipazione diretta al dibattito in corso nella nostra regione ci pare, dunque, urgente e necessaria perché può aiutare le forze progressiste molisane a fare rapidamente la scelta giusta” si legge in un passaggio della lettera aperta.
Una dimostrazione di sostegno incondizionato che è propria di Molise Domani e altre formazioni civiche ma che non può cancellare con un colpo di spugna le divisioni sempre più evidenti che emergono nel centrosinistra. A cominciare dal post di Andrea Greco, capogruppo del M5S, che sabato scorso ha messo nero su bianco la sua contrarietà alla candidatura di Iannacone, pur senza farne il nome, come purtroppo è prassi nel mondo politico nostrano dove si parla per metafore, per riferimenti, rivolgendosi ‘a suocera perché nuora intenda’. Pretendendo poi di parlare a nome del popolo, che invece preferisce una lingua pane e salame e andrebbe rispettato almeno in questo.
“Mi è difficile comprendere – ha scritto Greco –per quale motivo, insieme ai colleghi, dovrei ‘farmi da parte’ a vantaggio di chi non può conoscere la macchina regionale perché non ha mai trascorso un solo giorno nelle istituzioni e magari non vive nemmeno più in Molise, ma soprattutto non sappiamo che idea ha della gestione di comparti fondamentali, come sanità e trasporti”. Viene da sorridere a pensare che queste parole siano pronunciate da chi per anni ha anteposto l’onesta alla competenza, le facce nuove all’esperienza. Ora che è dentro quel mondo, evidentemente il ragionamento viene invertito.
Ma se questa è una frattura evidente, ce ne sono altre più sotterranee. Come quella che a Larino ha impedito a Pd, M5S e Art.1 di trovare un’intesa per presentare una lista comune (durante la notte era stata quasi fatta l’alleanza chiudendo sul nome di Alice Vitiello, ma in extremis è saltato tutto) quella del campo progressista, nella contesa per il rinnovo del Consiglio comunale. Accordo mancato, con conseguente inserimento dei candidati Pd – a titolo personale poiché in lista civica – nella lista a sostegno di Vito Di Maria.
E che dire di Termoli, dove la sentenza del Consiglio di Stato ha riacceso il fuoco che covava sotto la cenere delle profonde differenze esistenti tra il M5S e il Pd a livello locale? Da una parte l’ex sindaco Sbrocca e la segretaria cittadina Chimisso a ribadire la bontà del progetto di riqualificazione noto come Tunnel. Dall’altro i consiglieri grillini che d’improvviso tornano battaglieri come un tempo e preannunciano una nuova opposizione feroce criticando aspramente la ‘rivendicazione’ dei dem.
E in mezzo quelle assenze degli altri consiglieri comunali del Pd a Termoli, che alla conferenza di Sbrocca e Chimisso all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato non c’erano e non si sa bene come interpretare. Forse perché consapevoli che quella presenza all’alleato M5S non sarebbe stata gradita? O magari perché loro per primi non credono più al progetto del Tunnel? A proposito di alleati, Chimisso ha detto che “il M5S ha molte anime e quella che si è opposta non è la stessa con cui noi dialoghiamo”. Possibile, ma anime diverse esistono anche nel Partito Democratico e non è un mistero che ce ne sia una anche a Termoli che il Tunnel l’ha sempre osteggiato.
Non proprio il viatico migliore per la coalizione e per chi dovrebbe capeggiarla. Che sia Iannacone o un altro, dovrebbe fare prima da mediatore, tenendo insieme il diavolo e l’acqua santa del cosiddetto campo progressista, e poi provare a vincere le elezioni. Auguri.





