Logo
Milioni buttati e progetti fantasma: tutto quello che non torna nel depuratore che appesta Montenero marina

2,3 milioni per un essiccatore e un impianto fotovoltaico che non sono stati realizzati, il partner privato mai trovato, i continui cambi di manager. Nel frattempo Arap continua a non intervenire per eliminare i cattivi odori dall’impianto di contrada Padula

Perché il depuratore di Contrada Padula, che si trova alla Marina di Montenero di Bisaccia, continua a emanare cattivi odori? Che cosa non è stato fatto in questi anni? E quanti soldi pubblici sono stati utilizzati senza risolvere i problemi? Dopo il primo approfondimento di qualche settimana fa, l’impianto di contrada Padula attende ancora le migliorie richieste a più riprese dall’Amministrazione comunale. Ma soprattutto la sua gestione evidenzia non poche opacità.

A cominciare dal ruolo del direttore dell’impianto Elio Scurti, già noto per essere rimasto coinvolto nell’inchiesta Open Gates relativa al depuratore del Cosib di Termoli nel 2010, poi successivamente assolto. La direzione di Scurti all’impianto di contrada Padula, è andata avanti fino al 2016, quando al suo posto subentrò l’ingegner Lino Prezioso, nel tentativo di portare agli auspicati miglioramenti in termini di efficientamento energetico e riduzione dei costi. Quindi dal 2019 al 2022 la direzione dell’impianto di Padula viene affidata a Davide Cilli. Ma proprio quando l’impianto comincia a compiere passi avanti, tanto da raggiungere il parere favorevole della Regione Molise per il conseguimento dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale), arriva un altro avvicendamento. Al suo posto dal dicembre scorso c’è l’ingegner Jlenia Cupaiolo, con il ritorno nelle vesti di consulente tecnico dello stesso Scurti.

Ma negli ultimi mesi, stando alle contestazioni del Comune di Montenero di Bisaccia, la situazione non è affatto migliorata, tant’è vero che la sindaca Simona Contucci ha dovuto più volte battere i pugni sul tavolo, tornando a ribadire la necessità di apportare decisive migliorie all’impianto, dalla copertura dei canali alla presentazione di un progetto credibile, con fonti di finanziamento e cronoprogramma per rispettare le prescrizioni dell’AIA ed eliminare una volta per tutte quella puzza che infesta la Marina di Montenero.

Ma di quell’investimento ad oggi non c’è traccia, così come pare essersi persa per strada la ricerca da parte dell’Arap, azienda pubblica della Regione Abruzzo, di un partner privato col quale realizzare un accordo di collaborazione, in modo da avere anche capitali freschi per ammodernare l’impianto e magari aumentare anche le entrate di un depuratore che avrebbe ottime potenzialità anche economiche, vista l’ampia gamma di rifiuti industriali smaltiti. Nonostante le premesse, l’Arap al momento non ha trovato alcuna azienda privata disponibile a formare una società per la gestione e le migliorie della struttura.

Il depuratore di Montenero di Bisaccia in contrada Padula

Eppure i fondi non mancano. Nel 2020 infatti Arap Servizi aveva ottenuto due finanziamenti per l’impianto di contrada Padula per un totale di circa 2,3 milioni di euro, suddivisi in 1,7 milioni che sarebbero dovuti servire per l’essiccatore della linea fanghi e altri 600mila euro stanziati per la realizzazione di un impianto di energia rinnovabile grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici.

Ma anche in questo caso, le cose non sono filate lisce. Solo pochi mesi fa, nel settembre 2022, Arap Servizi firma un accordo con Arap per il trasferimento di quei fondi, sancendo che i due progetti, quello dell’essiccatore e quello dell’impianto fotovoltaico, andavano realizzati entro il 31 dicembre dello stesso anno. In pratica solo tre mesi per due opere che invece richiedono molto più tempo. Risultato? Il periodo di riferimento è trascorso senza che nessuno dei due interventi sia stato portato a termine, e quei soldi non sono stati utilizzati.

Da qui le domande che molti si fanno anche al Comune di Montenero: che fine hanno fatto quei soldi? Come sono o saranno reinvestiti? Perché poi viene fuori che somme consistenti sono state effettivamente spese, ma per tutt’altro scopo.

Ad esempio per quello che viene definito marketing territoriale. In questi anni infatti l’Arap ha preso parte all’Expo di Dubai con l’obiettivo di promuovere il territorio e i suoi servizi.  Ora, ci sarebbe molto da discutere su cosa debba effettivamente pubblicizzare un impianto che smaltisce rifiuti industriali e reflui urbani, ma va messo in evidenza ancora una volta l’incongruenza di un ente di proprietà della Regione Abruzzo, mentre il depuratore si trova in Molise.

È per questo che stride ancor di più il fatto che il territorio di Montenero, e quindi la sua Amministrazione comunale, resti ancora fuori dalla gestione di un ente che gestisce fondi pubblici senza dare risposte efficaci alla comunità che lo ospita.