Lidi, balneatori aspettano soluzione dal Governo. “Politica ha rinviato per troppo tempo”
Ampio confronto a Termoli sulla questione delle concessioni demaniali che salvo sorprese dovrebbero andare a bando entro il 31 dicembre 2023. Il presidente aggiunto del Consiglio di Stato Carmine Volpe: “Non è possibile tornare indietro ma vanno considerati gli investimenti fatti”
Il 31 dicembre 2023 scadono le concessioni demaniali in tutta Italia. Vuol dire che gli stabilimenti balneari in cui gran parte degli italiani trascorrono l’estate potrebbero cambiare proprietari. Anche se questa situazione sembra ripetersi anno dopo anno.
Non è un caso se oggi nella sala consiliare del comune di Termoli il titolo del convegno organizzato dall’associazione ‘Sepino nel cuore APS’ con la propria sezione giuridica ‘Nerazio Prisco’ era per l’appunto: “Concessioni demaniali marittime: una storia infinita”.
Almeno da 17 anni, da quando l’Unione Europea ha emanato la direttiva bolkestein del 2006, che si parla di per realizzare delle gare pubbliche per le concessioni demaniali che in Italia vanno avanti ormai da tempo a colpi di proroghe. “La strada è tracciata, bisogna aprire alla concorrenza” ha sintetizzato Carmine Volpe, presidente Aggiunto del Consiglio di Stato, nonché originario di Sepino.
Poi è entrato nel dettaglio durante l’incontro pubblico molto partecipato che ha visto in platea tantissimi proprietari di stabilimenti balneari della costa molisana nonché esponenti politici e rappresentanti di categoria.
Facendo una sorta di cronologia di quanto accaduto dal 2006 a oggi, il presidente Volpe ha definito la questione delle concessioni demaniali “emblematica per l’incertezza del diritto. Come amministrazione mi sentirei in difficoltà. La situazione attuale mi sembra quella di dover perseguire le gare e i criteri sono già previsti nella direttiva Bolkestein e nel decreto legislativo emanato nel 2010”. Ha però anche chiarito che “vanno considerate le posizioni esistenti e gli investimenti fatti”.
Che il Governo debba mettere mano quanto prima alla questione è stato ribadito di recente anche dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che in un passaggio ufficiale ha criticato l’ennesimo rinvio prevista nel decreto Milleproroghe che avrebbe spostato di un anno le gare pubbliche, sottolineando come questa decisione è in contrasto sia con la normativa italiana che con quella europea.
Per questo i balneatori, ma più in generale tutti gli italiani, sono in attesa dell’ennesimo provvedimento nonché della sentenza della Corte di Giustizia Europea che dovrebbe arrivare entro fine aprile. “Siamo fiduciosi che questo governo arrivi a un punto risolutivo entro la stagione balneare 2023” ha commentato il presidente regionale del sindacato Sib balneari Domenico Venditti. “Purtroppo gli investimenti sono fermi da anni a causa dell’incertezza. Ciononostante siamo pronti a offrire gli stessi servizi di sempre ai bagnanti locali e ai turisti con l’apertura da questo weekend e dal prossimo e poi il via ufficiale della stagione balneare dal 1 maggio”.
Fra i vari interventi che si sono succeduti anche quello di Domenico Cerqua, magistrato della Corte dei Conti del Molise che ha snocciolato un po’ di dati relativi ai canoni demaniali, molti dei quali già contenuti in un approfondimento pubblicato da primonumero.it. Confrontando i numeri relativi agli incassi dovuti allo Stato per le concessioni demaniali e ai bilanci dei comuni costieri, secondo Cerqua emerge una “inefficienza del settore”.
Il senatore Costanzo Della Porta ha confermato l’impegno del Governo meloni per questo tema. “Stiamo cercando di trovare una soluzione che accontenti l’Europa anche se la normativa Bolkestein crea problemi ai nostri balneatori – ha detto il parlamentare di Fdi e sindaco di San Giacomo -. Stiamo valutando la soluzione migliore possibile con una cabina di regia che effettua una mappatura e individua anche le soglie di scarsità del litorale utilizzato. Troveremo una soluzione in breve tempo”.





