L'inchiesta di marzo
|Il Riesame revoca i domiciliari ai quattro indagati per la truffa del Superbonus
Accolto il ricorso presentato dagli avvocati Mariano Prencipe e Fabio Albino. I quattro sono accusati di aver incassato crediti fiscali con le misure di incentivo per l’edilizia, senza che i lavori fossero mai realmente partiti. Al centro dell’attività, il castello di Torella
Il 22 marzo scorso, su ordine della Procura di Isernia, quattro persone sono finite ai domiciliari accusate, a vario titolo, di aver messo in piedi una presunta e rilevante truffa ai danni dello Stato – e dunque dei contribuenti – incassando crediti fiscali col Superbonus, la misura di incentivo per l’edilizia, senza che i lavori fossero mai realmente partiti. Si tratta dell’inchiesta sulla famosa truffa “del bonus 110” che ha visto al centro dell’attività di indagine la ristrutturazione del castello di Torella del Sannio. Le misure cautelari furono eseguite a carico di un imprenditore, un commercialista, un tecnico e un ingegnere.
Gli avvocati Mariano Prencipe e Fabio Albino, quelle misure le hanno impugnate davanti al Tribunale del Riesame che questa mattina ha emesso la sua decisione: misure revocate.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, sono state svolte tra Isernia e Cosenza, finalizzate a “disvelare ed interrompere redditizie attività delittuose aventi ad oggetto plurime truffe in danno dello Stato derivanti dalla formazione di crediti fiscali originati in funzione di incentivi pubblici a fronte di lavori edilizi mai realmente svolti nonché ad eseguire i sequestri dei predetti crediti fiscali” come è stato spiegato nella conferenza stampa della procura di Isernia a poche ore dall’esecuzione delle misure.



