L'evento
|Il presidente Coni Malagò: “Complicato fare sport in Molise ma la resistenza del territorio è la nostra forza”
Il numero uno del Comitato olimpico ha inaugurato la sede di via Sicilia: “Noto un entusiasmo e un affetto che non ci sorprendono, sappiamo che il nostro è un sistema democratico e rappresentativo”.
Aplomb, disponibilità, pacatezza. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è in terra molisana per una serie di appuntamenti. In mattinata ha inaugurato ufficialmente la nuova sede del Coni Molise in via Sicilia a Campobasso, scoprendo la targa dedicata al compianto Tonino Bussone, alla presenza dei familiari e di tutte le autorità sportive.
“Resistere è un bel termine e si sposa bene in questa regione – dice il numero uno dello sport italiano –. La stessa filosofia della resilienza ha a che fare con questo verbo. Inutile essere ipocriti: in certe zone d’Italia, e questa è una di quelle, è più complicato – tra virgolette – fare tutto. Magari c’è una qualità della vita migliore. Lo sport è una componente al centro delle valutazioni. Se hai un impianto sotto casa sei più portato a fare attività sportiva, diversamente se devi fare quaranta chilometri con collegamenti non buoni”.

Ma “questa è la nostra forza: ottomila Comuni sparsi, siamo sul tetto d’Europa e del mondo col nostro modello radicato sul territorio. Questa è la forza del Coni, patrimonio preziosi sono i tecnici e i dirigenti sul territorio”.
Il presidente del Coni Molise, Vincenzo D’Angelo, ha fatto da padrone di casa: “Giovanni Malagò ha mantenuto la promessa che mi fece al suo insediamento, cioè che sarebbe venuto in Molise. Stiamo cercando di rilanciare lo sport nonostante le oggettive difficoltà legate alle infrastrutture con cui conviviamo. Purtroppo abbiamo poco aiuto da parte della Regione ma nel nostro piccolo abbiamo elaborato progetti che coinvolgessero i bambini della scuola dell’infanzia e gli over 60, notando un bel coinvolgimento”.

Presente l’onorevole Elisabetta Lancellotta, delegata nazionale e del Coni di Isernia, visibilmente commossa al ricordo che Malagò dedica al papà, al quale è intitolato lo stadio di Isernia: “Per me è una grande emozione. Avere qui il presidente e per la prima volta la giunta nazionale sono fatti importanti. Abbiamo presentato una riforma legislativa per far entrare nell’articolo 133 della Costituzione il diritto allo sport e la sua promozione”.
Bisogna anche dire che il massimo esponente del Comitato olimpico non si dice certo soddisfatto della riforma dello sport che darà sempre meno poteri e peso al Coni: “Penso che al momento è così. Mi dicono che non è una situazione definitiva, non voglio fare polemiche ma è chiaro che ci si aspetta una soluzione finale diversa dall’attuale, come è stato promesso. È un argomento che dovrà essere trattato e considerato in consiglio nazionale. Ora è indispensabile avere pazienza, fiducia e speranza anche se la partenza onestamente non ci soddisfa, questo è oggettivo”.

Il mandato di Malagò scadrà nel 2024 e lui traccia un bilancio molto positivo: “Parliamo di un Coni più che credibile che mai, con risultati soddisfacenti e un prestigio in vista delle Olimpiadi sotto gli occhi di tutti a livello internazionale. Noto un attestato di stima ovunque, un affetto che non ci sorprende perché noi siamo sul territorio. Siamo volontari eletti e ognuno rappresenta qualcosa, dalla provincia alla regione fino al livello nazionale e internazionale. Sottolineo che il Coni è un ente che è democratico ai massimi livelli e il sistema è meritorio”.

