Da Chat GPT a TikTok, l’Intelligenza Artificiale è adesso: “Non bisogna aver paura ma investire”
Convegno alla Ecocontrol sull’AI, i rischi e le possibilità. “Molte aziende già la usano, il blocco del Garante della privacy è stato giusto per l’assenza di limiti d’età”
Investire e non chiudersi in se stessi perché come ogni cambiamento anche l’Intelligenza Artificiale non si può fermare. L’AI è realtà già da qualche anno ma l’Italia ancora una volta è indietro. Per conoscenza, ma soprattutto in investimenti, sia in formazione che dal punto di vista della ricerca. Anche per questo la Ecocontrol di Termoli ha ospitato venerdì mattina 21 aprile il convegno ‘Intelligenza artificiale: impatto, possibilità e rischi’.
Ospiti del numero uno della Ecocontrol, Fausto Di Stefano, diversi imprenditori locali, a cominciare dal presidente di Confindustria Molise, Vincenzo Longobardi, fino a Fulvio Talucci, manager della TeamSystem. Come relatori invece spazio al professore Antonio Simeone dell’università LUISS Guido Carli sul tema ‘Intelligenza artificiale: impatto nelle aziende, possibilità offerte e rischi correlati’. Il dottor Emanuele Ricco, cofondatore di Arké, è intervenuto invece su ‘Intelligenza artificiale e formazione: come allearsi con l’AI’.
“Tante aziende stanno già usando l’AI – ha spiegato il dottor Ricco a Primonumero -. Si tratta di un’opportunità enorme anche nei mercati italiani per la crescita del settore, ma presenta anche tanti rischi”.

A proposito dell’intervento del Garante della privacy che ha bloccato Chat GPT in Italia, Ricco ha sottolineato che “Chat GPT non dà controllo in termini di età, da questo punto di vista è stato giusto e non è la prima volta in Europa, come è accaduto per il blocco di TikTok per dipendenti dell’Unione Europea. Questo porta a un’evoluzione nella privacy policy e fa capire quanto sia importante il tema della privacy e quello dell’etica”.
“L’Intelligenza Artificiale già impatta da anni – ha chiarito il professore Simeone -. Con Chat Gpt4 si può replicare il lavoro di chi fa formazione, di giornalisti e molto altro. Non bisogna avere paura, ma utilizzarla per creare valore. Le aziende devono puntare sulla formazione, all’estero si fa già da diversi anni, mentre Ita ed Europa sono indietro rispetto a Usa e Cina”.
