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Costruire Democrazia, ecco la sorpresa per le Regionali: un manifesto contro il vuoto dei partiti e le scelte calate dall’alto

Il movimento di Massimo Romano torna in campo con la sottoscrizione di un manifesto di donne e uomini che chiedono un drastico cambio di rotta in un momento in cui, incredibilmente, si assiste al vuoto dei partiti tradizionali che aspettano il ‘nome’ deciso dall’alto. Tra i firmatari Vincenzo Iacovino, Pino Ruta, Adele Fraracci, Rita Formichella, Lucio Pastore, Antonio Tedeschi, Sabrina Lallitto. Ci sarà una lista ‘alternativa’ dunque, che potrebbe anche confluire in una coalizione ma potrebbe anche decidere di correre da sola.

Quante altre possibilità ci rimangono per scongiurare, almeno questa volta (forse l’ultima, prima di superare la soglia di non ritorno), scelte calate dall’alto per garantire qualche lobby o comitato d’affari o, nella migliore delle ipotesi, un posto al sole a qualche consigliere uscente e compiacente?”. Una domanda che si pongono moltissimi cittadini molisani, che da settimane stanno assistendo pressoché impotenti al giochetto dei partiti che si incontrano, si confrontano, organizzano ‘tavoli’ nei quali non si parla di nulla, nell’attesa che il nome – del candidato alla carica di Governatore, nel centrodestra come nel centrosinistra – salti fuori come il coniglio dal cilindro di un prestigiatore.

La domanda, più che legittima, arriva da Costruire Democrazia: un nome che i molisani conoscono già perché corrisponde al soggetto politico-culturale fondato nel 2009 da Massimo Romano, ex consigliere regionale. Oggi Costruire Democrazia torna in campo (e lo fa nel momento in cui sia a destra che a sinistra si continua a tergiversare), uscendo allo scoperto con un manifesto firmato da nomi di rilievo: avvocati, medici, amministratori, persone impegnate nel sociale. Ecco i primi sottoscrittori del manifesto, che sarà presentato ufficialmente il giorno 25 aprile, una data-simbolo per l’Italia: Domenico Ciccarella, Angelo Cima, Piero Colucci, Giovanni Farinaccio, Adele Fraracci, Rita Paola Formichelli, Vincenzo Iacovino, Pierluigi Izzi, Sabrina Lallitto, Lucio Pastore, Antonio Pizzuto, Massimo Romano, Pino Ruta, Antonio Tedeschi.

“Con una regione allo sbando, una sanità a brandelli, uno spopolamento galoppante e l’assenza di qualsivoglia programma di Sviluppo o di Gestione di Beni Comuni, Turismo, Politiche attive del Lavoro e formazione, Agricoltura e Attività Produttive assistiamo, nell’imminenza delle prossime elezioni, ad una sterile e inutile girandola di nomi”: questo l’incipit della dichiarazione di impegno che segna l’ingresso nell’agone politico-elettorale delle Regionali del 25 e 26 giugno, con l’incognita – non ancora sciolta – di una corsa in solitaria (una terza formazione alternativa alle due coalizioni) oppure di un sostegno alla formazione progressista che ha ribadito di voler cementare l’unità tra Pd e M5S ma che non ha ancora sciolto alcuna riserva sul candidato.

Costruire Democrazia prosegue: “A fronte di una comunità stremata dalla mancanza di servizi e opportunità e di una regione da ricostruire integralmente, ciò che emerge dalle forze in campo è: ZERO dibattito tra i ‘leader politici’; ZERO confronto con i cittadini; ZERO proposte politiche; ZERO soluzioni amministrative; ZERO idee.

A soli due mesi dal voto, non è dato ancora sapere chi, con quali idee, quali competenze, quale credibilità, quali obiettivi o priorità e, soprattutto, in che modo intenda proporre una soluzione per invertire la rotta. Dinanzi a un territorio al collasso e sull’orlo della sopravvivenza demografica oltre che economica e finanziaria, il nulla regna sovrano. 

A quanto e quale ulteriore degrado dobbiamo ancora assistere inermi per liquidare una classe politica fallimentare sino ad oggi capace solo di ‘autoalimentarsi’, dando ampia prova di essere oggettivamente inadeguata alla gestione della cosa pubblica?

Quante altre possibilità ci rimangono per scongiurare, almeno questa volta (forse l’ultima, prima di superare la soglia di non ritorno), scelte calate dall’alto per garantire qualche lobby o comitato d’affari o, nella migliore delle ipotesi, un posto al sole a qualche consigliere uscente e compiacente?

Scelte lontane anni luce dai bisogni di questa terra, costruite ad arte con qualche effetto speciale per ingannare, ancora una volta, un popolo eternamente raggirato dai soliti ‘venditori di fumo’ (sempre gli stessi) e mettere a segno l’ennesimo (e forse ultimo) assalto alla diligenza”.

Il manifesto reso pubblico nel pomeriggio di oggi, domenica, si chiude così: “Incontriamoci e confrontiamoci con la forza delle idee e dell’impegno operoso su proposte concrete e credibili che mettano al centro l’interesse pubblico e i bisogni di tutti. Non c’è più tempo. E non è davvero più il tempo di una politica logora, costruita a tavolino da pochi e ingordi intimi, incapace di provare vergogna e di rinunciare, persino stavolta, a ingannare impunemente gli elettori pur di portare a casa qualche prebenda”.