Schiave, violentate e fatte prostituire: la Squadra Mobile arresta due “magnaccia” rumeni
Le due vittime avevano chiesto aiuto su Messenger alla polizia rumena che ha quindi segnalato quanto accadeva in un appartamento di Termoli agli uomini di Marco Graziano. Sono partite le indagini “lampo” della Mobile di Campobasso che, a stretto giro, ha portato in carcere i due aguzzini, responsabili di un grosso giro di prostituzione. Sono accusati di riduzione e mantenimento in schiavitù aggravata, violenza sessuale, tratta di persone, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di due loro connazionali
Riduzione e mantenimento in schiavitù aggravata, violenza sessuale, tratta di persone, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di due loro connazionali.
Sono i reati che hanno portato in carcere due rumeni arrestati nelle scorse ore dalla Squadra mobiledi Campobasso dopo un’indagine ‘lampo’ che ha smantellato un giro di prostituzione a Termoli. Tutto inizia lo scorso 28 febbraio, dopo la segnalazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione Interpol giunta negli uffici degli uomini di Marco Graziano circa una probabile attività di sfruttamento della prostituzione in un appartamento di Termoli.

Scatta il primo sopralluogo e gli agenti accertano la presenza di due giovani donne, di cui una incinta, che alla vista degli agenti non credono ai loro occhi: sono salve. Una delle due, infatti, aveva chiesto aiuto alla Polizia rumena, tramite Facebook Messenger. Alla polizia del suo Paese aveva denunciato di essere stata sequestrata e costretta a prostituirsi in Molise, a Termoli, in un’abitazione adibita a “casa di appuntamenti”.
Poi hanno raccontato di essere arrivate da poco in Italia, con la promessa e la speranza di ottenere un lavoro, ma ci hanno messo poco a capire che erano state ingannate ritrovandosi costrette a prostituirsi e a subire da parte dei due aguzzini arrestati percosse e gravi minacce, nei riguardi dei loro familiari rimasti in Romania.
Quando gli agenti della Mobile si sono ritrovati davanti ai racconti delle due donne, si sono subito messi alla ricerca dei due uomini che, grazie anche alla descrizione fornita dalle due vittime, sono stati individuati e fermati a stretto giro. Quindi i controlli certosini che hanno permesso agli uomini di Graziano di sequestrare diverso materiale utile all’attività investigativa fra cui soldi e telefoni cellulari. Proprio dai cellulari si è scoperto che l’attività criminale viaggiava su livelli avanzati: tramite siti on-line, infatti, gli arrestati pubblicizzavano l’attività di prostituzione nell’appartamento termolese e ricevevano i relativi proventi, anche 1000 euro al giorno, personalmente o attraverso bonifici bancari.
Le due vittime dopo aver sporto denuncia contro i malviventi, raccontando storie di segregazione, sfruttamento e violenze, sono state collocate in strutture protette. I due rumeni sono rinchiusi, invece, nel carcere di Campobasso a disposizione dell’autorità giudiziaria di Larino che ha convalidato i due arresti eseguiti dalla squadra mobile e disposto la misura nella Casa circondariale di via Cavour.

