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Perseguita i suoi concittadini e vìola i domiciliari: il braccialetto elettronico non basta, va in carcere

Collettività di Carpinone ‘sotto la scacco’, da almeno un anno, di un uomo giudicato pericoloso. Dopo la misura degli arresti domiciliari con controllo attraverso braccialetto elettronico, che non ha impedito all’indagato di uscire di casa e continuare a perseguitare gli abitanti del paese, è stato disposto il trasferimento in carcere

Da circa un anno aveva messo in atto, per futili o inesistenti motivi, condotte aggressive quando non vere e proprie molestie, minacce e violenze nei confronti dei suoi concittadini. Ora la Procura di Isernia, grazie all’indagine dei Carabinieri, ha messo la parola fine a quello che era diventato un forte motivo di ansia e preoccupazione per i residenti di Carpinone, piccolo centro della provincia pentra in cui l’uomo risiede.

Nel pomeriggio di martedì 28 febbraio è stata eseguita una misura cautelare nei confronti del soggetto autore nel corso dell’ultimo anno, come spiega in una nota la Procura della Repubblica, “di plurime condotte ritenute moleste, minacciose e violente nei confronti di diversi cittadini e per motivi apparentemente futili o infondati, fatti sui quali questa Procura ha diretto le indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Isernia”.

In particolare, il Gip presso il Tribunale di Isernia, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto che l’indagato andasse agli arresti domiciliari. Contestualmente gli è stato prescritto l’uso del braccialetto elettronico, di modo da controllarne la condotta, “riconoscendo nei suoi confronti – spiega sempre la Procura – la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in relazione a reati quali, tra gli altri, la violenza privata

L’indagato, tuttavia, non ha rispettato la misura degli arresti domiciliari e dunque le prescrizioni impostegli allontanandosi quotidianamente dalla propria abitazione senza autorizzazione alcuna.

Su richiesta della Procura, quindi, è stato disposto dal GIP in data odierna (8 marzo) l’aggravamento della misura cautelare. L’uomo è stato sottoposto alla custodia cautelare in carcere, e questo perchè è stato riconosciuto che il carcere possa essere l’unico presidio utile a limitare gli spostamenti dell’uomo di cui è stata riconosciuta la pericolosità per la collettività. Salvaguardare l’incolumità pubblica: questo l’imperativo che ha guidato le Autorità.

La persona indagata risulta nota nel paese di Carpinone infatti proprio per i suoi comportamenti antisociali e per il rifiuto verso le istituzioni: previsti anche accertamenti di natura medico-legale per valutare la capacità di intendere e di volere dell’indagato, elemento essenziale al fine di poter ulteriormente procedere nei suoi confronti. Se questi dovessero risultare negativi, “si verificherà la possibilità di tutelare la collettività e garantire adeguate cure alla persona mediante l’adozione di una adeguata misura di sicurezza”.