La rinascita dell’Aeronautica Militare è passata per Campomarino
Oggi 28 marzo 2023 si celebra il centenario dell’Aeronautica Militare italiana.
In questa occasione non si può dimenticare il ruolo che ebbe il territorio di Campomarino grazie ai sui campi di volo di Biferno, Canne e Nuova, da cui i piloti italiani contribuirono a sostenere la nazione negli ultimi anni della seconda guerra mondiale.
Dopo l’8 settembre del 1943 la Regia Aeronautica, nata il 28 marzo del 1923, si ritrovò a vivere il dramma del paese diviso in due: al nord con Mussolini e le forze dell’Asse e al sud con il Re e le forze Alleate. Questa situazione portò ad un logoramento delle due unità ormai sfinite e depauperate dagli eventi bellici di tre anni di guerra. Entrambe le unità cercarono di riorganizzarsi tra non poche difficoltà tecniche e operative, cercando in ogni modo di riprendere la loro autonomia in una continuità di volo a supporto delle operazioni di guerra e al fianco dei loro rispettivi nuovi alleati. Tra i due schieramenti la maggiore possibilità di rinascita si ebbe al sud, dove la continuità dello Stato e il riordino delle forze armate furono garantite dalla presenza del Re e sostenute dagli Alleati.
Il cammino non fu facile. Gli alleati chiesero subito il rispetto delle clausole dell’armistizio in cui si chiedeva che tutti i reparti dell’aeronautica fossero convogliati sulle loro bassi al sud del Paese. Un totale di 203 aerei di cui 39 caccia, 117 bombardieri / trasporto e 47 idrovolanti, a cui si unirono altre 47 unità aeree già presenti nell’Italia del sud. Duecentocinquanta aerei iniziarono le loro missioni già all’indomani dell’8 settembre del 1943 prima in autonomia e poi al fianco degli alleati.
Il 13 ottobre l’Italia dichiarò guerra alla Germania entrando ufficialmente al fianco degli alleati come nazione cobelligerante pronta a sostenere la guerra di liberazione.
La nuova Aeronautica fu riorganizzata nelle pianure foggiane e in Sardegna con una unità aerea composta da raggruppamenti caccia, idro, bombardamento e trasporto sotto i quali operavano gruppi, stormi e squadriglie
Le prime operazioni di guerra contro i tedeschi furono sia a supporto delle truppe italiane intrappolate nei Balcani, che a supporto degli alleati per il controllo sulle truppe tedesche in ritirata verso il nord della penisola.
Il pericolo maggiore dell’avanzata alleata nella campagna d’Italia arrivava dai Balcani dove i tedeschi erano ben posizionati e la loro ritirata lenta verso la Germania preoccupava non poco le forze Anglo-Americane. Lo spostamento delle truppe tedesche verso nord poneva la nostra Regia aeronautica fuori dal raggio di azione degli obiettivi da colpire, per cui si creò la necessità di spostare le basi dei caccia sempre più a nord sul versante adriatico.
Fu così che, nella seconda metà del mese di aprile del 1944, la Regia Aeronautica iniziò lo spostamento dei suoi primi caccia (Macchi) e del comando del raggruppamento dall’area di Leverano (in Puglia) a quella di Campomarino (in Molise), sul campo di volo di Nuova. Attività che fu completata, da luglio ad agosto del 1944, con il trasferimento di altri gruppi del 4°,5° e 51° stormo.
Durante l’autunno del 1944 e gli inizi del 1945 la maggior parte degli stormi cambiò i Macchi in aerei Spitfire e Aircobra, che assicuravano maggiore autonomia e prestazioni. Il campo assegnato per questa transizione fu quello di Canne (a Campomarino), inserito all’interno della Balkan Air Force dove da giugno del 1944 operavano forze internazionali a sostegno delle attività nei Balcani. A Campomarino fu operativo anche il campo di volo Biferno, appartenente anch’esso alla forza multinazionale della Balkan Air Force, dove venivano impiegati i medi Bombardieri Martin B26 e i Baltimore su cui erano operativi i piloti italiani dello Stormo Baltimore del 28° e 132° gruppo.
Le missioni eseguite dagli aeroporti di Campomarino continuarono fino alla fine del conflitto quando nell’ultima missione di guerra su Zagabria, il 5 maggio del 1945 venne comunicata la cessazione delle ostilità.
Campomarino, in occasione dei 60 anni della fine della seconda guerra mondiale, ha ricordato il sacrificio degli aviatori italiani e di quelli alleati, che hanno consentito all’Italia e all’Europa di vivere da popoli liberi.
In loro memoria nel 2009 fu dedicato il lungomare con una lapide, che riporta le unità aeree transitate sui campi di volo della cittadina rivierasca tra il 1943-1945.





