Superbonus, Governo cancella cessione del credito. Edili molisani: “Famiglie e imprese nel baratro”
Il presidente dell’Acem-Ance Molise Corrado Di Niro: “I cantieri si fermeranno del tutto con fallimento di migliaia di aziende e con molti lavoratori che rimarranno senza occupazione”
“Imprese e famiglie gettate nel baratro”. È un commento duro e preoccupato quello del presidente degli edili molisani, Corrado Di Niro alla scelta del Governo Meloni che ha deciso di bloccare definitivamente la cessione del credito del cosiddetto Superbonus edilizio.
In sostanza non sarà più possibile cedere il proprio credito né usufruire dello sconto in fattura per la misura del cosiddetto 110% che era stata introdotta dal Governo Conte II come stimolo all’edilizia post pandemia e parzialmente rivista dal Governo draghi che aveva posto vincoli molto più stringenti a causa di truffe milionarie.
“Lo stop alle cessioni dei crediti e allo sconto in fattura, unitamente al blocco del possibile acquisto dei crediti fiscali edilizi da parte degli enti pubblici, deciso ieri dal Governo, getta nel baratro migliaia di imprese e di famiglie” afferma a caldo il presidente dell’Acem-Ance Molise alle nuove misure approvate ieri dall’Esecutivo.
“Riservandoci di studiare meglio il provvedimento, riteniamo si tratti di un grave errore e di un ennesimo cambiamento delle carte in tavola che getta incertezza tra gli operatori; migliaia di imprese con tutto il loro indotto rischiano di rimanere definitivamente senza liquidità e i cantieri si fermeranno del tutto con fallimento di migliaia di aziende e con molti lavoratori che rimarranno senza occupazione. I Governi cambiano ma non cambia nulla” dichiara il Presidente Corrado Di Niro.

Solo in Molise alla data del 31 dicembre 2022 il numero di asseverazioni legato al Superbonus 110% era di 2.296. Il totale di investimenti ammessi e detrazione ammontava oltre 411 milioni di euro mentre il totale di investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione era pari a quasi il 70% e cioè più di 285 milioni. Più nello specifico 347 asseverazioni hanno riguardato condomini, 1.440 edifici unifamiliari e 509 unità abitative funzionalmente indipendenti.
Tuttavia negli ultimi mesi molte aziende edili si sono trovate in crisi a causa del blocco nella cessione del credito, per il Superbonus e gli altri bonus edilizi, deciso da diverse banche, oltre che da Poste Italiane, in attesa di decisioni del Governo. Adesso l’Esecutivo Meloni ha deciso di fermare tutto. Le uniche asseverazioni che potranno proseguire sono quelle dei lavori già avviati.








