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Rifacimento marciapiedi, a via Monsignor Bologna ‘scelti’ solo 30 metri

Il marciapiede di via Monsignor Bologna a Campobasso “finemente ristrutturato”, gli altri, nella stessa zona, ormai in rovina e pericolosi, decisamente snobbati. E l’intervento di rifacimento incomprensibilmente discriminatorio non è passato inosservato. Né ai cittadini e né al gruppo consiliare del Pd di Palazzo San Giorgio che, dei cittadini, ha raccolto segnalazioni e lamentele.

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Giose Trivisonno, Bibiana Chierchia, Alessandra Salvatore e Antonio Battista con una nota, annunciano quindi una mozione per chiedere chiarimenti al riguardo.

Anche perché quando anni fa i marciapiedi del centro urbano furono rimessi a nuovo con le conseguenti lamentele dei residenti in periferia si spiegò “che partimmo dalle zone centrali, a servizio di uffici pubblici frequentati da persone provenienti da ogni parte della regione, oltre che da tutti i campobassani”.

Quello che scandalizza oggi è che “un marciapiede di 30 metri è stato completamente restaurato, nella stessa zona dove gli altri sono devastati” e rispetto alle domande che i cittadini hanno posto, gli stessi consiglieri, in difficoltà, hanno soltanto potuto replicare “Da una parte si doveva cominciare”.  E le domande esplodono: “Chi ha scelto? Quali sono le motivazioni e i criteri? Chi stabilisce le priorità? Come mai si parte da quel marciapiede? E’ l’unico lavoro ritenuto necessario nella zona? Si era detto che i marciapiedi di periferia si sarebbero fatti in asfalto: Via Monsignor Bologna diventa centro per questi 30 metri di marciapiede e resta una periferia quando si organizza la raccolta differenziata?”.

Gli stessi quesiti, il partito democratico, li porterà in aula tramite una mozione finalizzata “finalmente a capire”.