Logo
La ‘lezione civile’ di Ramitelli nel documentario alla ribalta in Usa. “Da qui partì il riscatto dei piloti di colore”

Il 9 febbraio nel celebre National Museum of African American History and Culture la prima del documentario girato l’estate scorsa (in 10 giorni di riprese) a Campomarino dove, tra il 1944 e il 1945, furono di stanza i piloti afroamericani noti come Tuskegee Airmen. Aviatori che dal Molise iniziarono a portare avanti la loro battaglia per i diritti civili in una società fortemente segregazionista

Luce (in sala) su Ramitelli, o meglio sul documentario lì girato l’estate scorsa, a Washington, nel celebre National Museum of African American History and Culture, lo scorso 9 febbraio. L’occasione, particolarmente sentita a quelle latitudini, è stata la proiezione in anteprima mondiale – in occasione delle celebrazioni che si tengono nel mese dedicato alla storia della comunità afroamericana – di “Tuskegee Airmen: return to Ramitelli”, appunto il documentario girato dalla World War II Foundation, in collaborazione con la Concept VR di News York e l’Università di Syracuse, tra fine giugno e inizio luglio 2022 a Campomarino.

Collegato per assistere all’evento anche Marco Altobello, direttore dell’Istituzione Centro Servizi Turistici e Culturali del Comune di Campomarino, che ha prestato la sua consulenza in quanto storico locale e che da sempre è appassionato, e conoscitore, di questa vicenda che “in America conoscono tutti, e i bambini la studiano sui libri di storia, ma in Italia è poco conosciuta e il nostro impegno va nel senso di farla riscoprire”.

Prima Washington documentario ramitelli

Ed è stata una prima sold out, “molto partecipata”, in un grande museo. Così la descrive lo storico che ha avuto anche una piccola ‘parte’ nella pellicola. “Sì, c’è una mia piccola intervista, o meglio un dialogo che ho con Colette Holt, figlia del pilota Coleman Holt e oggi avvocato attivista per i diritti civili in America”.

return to ramitelli marco altobelloRitorno a ramitelli docufilmRitorno a ramitelli docufilm

Questo è uno dei punti principali di questa storia. Perché se un po’ tutti sanno che a Campomarino c’erano, sul finire della guerra, 5 campi volo, forse non tutti sanno che uno di questi, appunto Ramitelli, aveva un aspetto e una valenza particolari. La racconta brevemente così Marco Altobello: “Dopo l’entrata degli Stati Uniti d’America nella seconda guerra mondiale, il presidente Roosevelt volle fortemente un reparto di piloti di aerei da caccia, e in seguito anche da bombardamento, interamente composto e comandato da uomini di colore. In una società segregata e profondamente razzista, anche l’esercito era fortemente segregato. Dal 1943 i nuovi reparti dell’aviazione pilotati da uomini di colore ottennero l’autorizzazione a volare e combattere per il proprio Paese e furono stanziati a Ramitelli, sulla costa molisana. A Ramitelli questi aviatori, noti come ‘Tuskegee Airmen’ si ritrovarono in una base circondata da altri 4 aeroporti alleati, ma soprattutto circondati dalla diffidenza e dal razzismo dilagante tra le forze armate americane. Da Ramitelli, i Tuskegee Airmen (noti anche come ‘Red Tails’, dal colore delle code dei loro caccia) condussero più di 15000 missioni sui cieli europei. Ma da Ramitelli, i Red Tails combatterono in realtà due guerre: una in Molise contro il nazifascismo, una all’interno della società americana contro razzismo e segregazione.

Grazie al successo delle loro missioni, contribuirono ad abbattere pregiudizi e ingiustizie, spingendo il presidente Truman a porre fine alla segregazione nell’esercito USA. Molti di questi piloti di stanza a Ramitelli tornarono in America e si schierarono al fianco di Martin Luther King nelle lotte per il riconoscimento dei diritti civili. A Campomarino, sede di ben 5 basi di aviazione durante la Seconda guerra mondiale, scrissero una grande pagina di storia militare e civile. Il 29 marzo 2007 è stato riconosciuto ai circa 300 superstiti di Ramitelli il maggiore riconoscimento del congresso degli Stati Uniti d’America, la Medaglia d’Oro, consegnata dal presidente George W. Bush”.

Prima Washington documentario ramitelliPrima Washington documentario ramitelliPrima Washington documentario ramitelli

L’evento del 9 febbraio ha avuto una grande visibilità sui media nazionali, da Fox News ad altri. Presenti inoltre molti politici, sia del Congresso che del Senato americano. Un momento clou è stata la premiazione dell’oggi 98enne Harry Steward Jr., pilota che ancora oggi è un simbolo della lotta per i diritti civili e contro la discriminazione razziale. Appunto come tanti altri suoi compagni. Ne restano in vita solo altri due, oltre a lui, ultracentenari e che per motivi di salute non hanno partecipato alla serata-evento.

Prima Washington documentario ramitelli

“È stato bello perché lui (Harry Steward, ndr) ha citato espressamente il Molise, di cui ricorda con piacere il trattamento ricevuto dalla popolazione locale”. Lo storico di Campomarino non ha dubbi: “Da qui è partita la riscossa di questi piloti di colore. Qui nessuno di loro ha subìto alcun tipo di discriminazione, proprio il contrario di ciò che vivevano – prima di partire e al loro ritorno – in America”.

Prima Washington documentario ramitelli

Da una frazione del comune rivierasco del piccolo Molise si è dato insomma il la a una storia che riguarda non solo e non tanto il conflitto bellico iniziato nel 1939 nel cuore dell’Europa ma in particolare la battaglia per i diritti civili nella Nazione americana, anche oggi tutt’altro che conclusa. Il reparto di stanza a Ramitelli era un reparto composto solo da piloti di colore, discriminati e segregati anche all’interno dell’Esercito americano. “Una base segregata da cui i Red Tails non potevano uscire, insomma non potevano mescolarsi con gli altri soldati bianchi”. Ma… a Campomarino – dove i Tuskegee Airmen sono stati dal giugno 1944 fino a maggio-giugno 1945 – tutti loro hanno vissuto un’esperienza diversa. Ed erano tanti, tantissimi: circa 3mila, di cui 900 piloti e altri tra personale di terra ed equipaggio.

Ritorno a ramitelli docufilm

Nel documentario lo si capisce bene attraverso l’intervista al professore Mario Norante, molto noto a Campomarino, che era piccino all’epoca. Dai suoi ricordi di bambino emerge la particolarità che dal campo gli aviatori Alleati adottavano i bambini locali, facendoli entrare e vezzeggiandoli come quando regalavano loro la ‘indimenticabile’ cioccolata. “Questo – conclude Altobello – dimostra ancora una volta che le famiglie italiane non avevano alcun timore, dando una lezione di integrazione”.

Silvestri Ritorno a ramitelli docufilm

Una lezione – e una storia nella storia – che a Campomarino, dal Comune all’Istituzione, intendono valorizzare ulteriormente (nel più lontano 2005, molti lo ricorderanno, fu organizzato il VE-Day con il ritorno di molti veterani della guerra). “Stiamo cercando di organizzare qualche iniziativa oltre a quelle già messe in campo negli ultimi anni. Siamo in rapporto con i piloti della base militare Usa di Aviano, l’idea è di creare qualcosa che possa rimanere, come un monumento o un murale”. Oggi il paesaggio di Ramitelli è molto cambiato, e al di là del Lungomare intitolato nel 2009 agli Aviatori, la toponomastica non reca traccia di quella pagina di storia di cui invece il territorio dovrebbe essere orgoglioso.

Intanto il documentario – diretto da Tim Gray, fondatore e presidente della World War II Foundation e vincitore di ben 5 Emmy Awards per la scrittura di documentari e per la realizzazione di film educativi – sarà a breve diffuso sulla televisione pubblica americana, sui canali della PBS, per poi diventare disponibile sul web (dopo l’estate 2023), nell’ambito della mission educativa e formativa della Fondazione.
“La nostra idea è di farci dare alcune copie di modo da sottotitolarlo e proiettarlo qui”. Per non dimenticare questa pagina di storia…

Prima Washington documentario ramitelli