‘Battaglia’ sulla Radioterapia, il Consiglio regionale si schiera col Gemelli. Centrodestra si spacca ancora
Il Consiglio regionale approva con 12 sì gli ordini del giorno per tutelare il futuro del Gemelli Molise e per la revisione dei tetti di spesa per la radioterapia che rischia di essere interrotta a fine mese a causa della ‘guerra’ tra struttura commissariale e l’ospedale di Campobasso. Approvato anche un emedamento di De Chirico (M5S) per attuare il programma per il trapianto delle cellule staminali. Assessori e diversi esponenti della maggioranza assenti al momento del voto. In Aula anche i dipendenti della struttura
Con 12 voti favorevoli passano in Consiglio regionale gli ordini del giorno per tutelare il futuro del Gemelli Molise e per chiedere di rivedere i tetti di spesa per la radioterapia che rischia di essere interrotta a fine mese. Tutto a causa della ‘guerra’ tra lo stesso ospedale e la struttura commissariale guidata da Donato Toma, convocato nel pomeriggio di oggi al Ministero della Salute proprio per un confronto su questo caso. I provvedimenti ‘pro-Gemelli’ non vengono votati da una parte importante della maggioranza: assessori assenti al momento del voto, stesso discorso per diversi esponenti del centrodestra.
L’assemblea regionale esprime la sua posizione mezz’ora prima l’inizio del confronto romano, nel corso di una riunione monotematica che si svolge nel momento più critico dello scontro in atto tra la struttura commissariale e l’ospedale privato di Campobasso. Il governatore-commissario Donato Toma è assente, partito per la capitale.
In Aula invece ci sono i dipendenti della struttura che riservano applausi all’intervento di apertura di Gianluca Cefaratti, il consigliere di Orgoglio Molise, il primo a chiedere una seduta dell’assemblea dedicata a questa vicenda delicata: in ballo c’è la salute di pazienti e dei circa 300 operatori. Assieme a lui, lo scorso 7 febbraio hanno chiesto la convocazione della riunione monotematica anche tre esponenti della maggioranza (Michele Iorio e Aida Romagnuolo di Fdi, oltre al presidente dell’assise regionale Salvatore Micone) e i due consiglieri del Pd Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla.

Tre gli ordini del giorno all’esame dell’assemblea, due sulle ‘Prospettive future del Gemelli’ (uno dei quali chiede la revisione dei decreti commissariali), il terzo – più specifico – sul budget per la radioterapia. Ossia proprio l’argomento che ha fatto esplodere la ‘guerra’ tra Donato Toma e il Gemelli che, dopo i ricorsi al Tribunale amministrativo, si è rivolto anche alla Procura . Ieri la ‘replica’ della struttura commissariale, presente anche l’oncologo Giglio del Cardarelli.
“Sono ordini del giorno senza simboli politici: il primo – spiega Cefaratti – chiede il ritiro del decreto numero 1 emesso dal commissario che detta nuove disposizioni sulla radioterapia nelle strutture autorizzate; il dg Asrem ne ha preso atto per approvare il protocollo operativo per le erogazioni della radioterapia. Abbiamo approfondito la questione: eminenti professori hanno detto in modo inequivocabile che quella modalità individuata da Toma per prescrivere la radioterapia non è la migliore – per usare un eufemismo – per disporre di un servizio del genere. Con questo ordine del giorno si impegna il presidente-commissario a sospendere il decreto in attesa che organi terzi, come concordato al tavolo in Prefettura lo scorso 1 febbraio , possano esprimere autorevoli pareri. Nella radioterapia un ritardo anche di un giorno rispetto a una prestazione può ledere il diritto alla salute di un cittadino, non possiamo ritenere giusta questa burocratizzazione per controllare non so cosa, bisogna avere fiducia dei medici non pensare che ci siano chissà quali situazioni”.
Il secondo ordine del giorno punta a rivedere il decreto sui tetti di spesa: “Il commissario ad acta deve trovare a Roma le soluzioni e far innalzare – se fosse necessario – la misura dei tetti di spesa. Il budget deve essere rivisto, non può essere basato sui dati dell’Agenas. Non vorrei – insiste Cefaratti – che ci fosse anche una volontà ministeriale di chiudere la sanità del Sud”.

“Si vuole far credere che qualcuno abbia fatto imbrogli, che si voglia fare business con la radioterapia. Ho visto i nomenclatori regionali del Nord e devo dire che le voci di costo sono identiche alle prestazioni erogate dal Gemelli, tra l’altro tre volte superiori a quanto la Regione riconosca sulle schermature. Salvaguardiamo la salute, il Gemelli e i posti di lavoro”.
Il Movimento 5 Stelle è critico: non ha sottoscritto i documenti all’attenzione dell’Aula, poi voterà i testi modificati. Lo esplicita Patrizia Manzo, avrebbe preferito un rinvio della seduta per l’assenza del presidente Toma: “Avremmo potuto aspettare il confronto tra il commissario e il ministro Schillaci. Ho letto una serie di ipotesi, ma vorrei ricordare che il dm 70 non ci permette di garantire la radioterapia nelle strutture pubbliche”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo M5S Andrea Greco e il collega Angelo Primiani. “Tanti sprechi – dice quest’ultimo – purtroppo avvengono nel pubblico: per la manutenzione dei tre ospedali spendiamo 14 milioni l’anno, 8 milioni per la pulizia”. “Toma vuole fare il giustizialista, ma le operazioni di revisione della spesa vanno cominciate dal pubblico”, aggiunge Primiani. “Le prestazioni salvavita vanno garantite, non può essere che 1,8 milioni favorisca lo sforamento del budget. Rivediamo le sacche di improduttività del pubblico, rivediamo le risorse per i pazienti di fuori regione”. Per Fabio De Chirico , “dal punto di vista medico, occorre tornare alle vecchie procedure se ci sono ritardi nell’erogazione delle prestazioni di radioterapia. Diverso il discorso dal punto di vista economico, occorre forse una deroga del Ministero”.
Durante i lavori Fabio De Chirico (M5S) presenta un emendamento per attuare il Programma per il trapianto delle cellule staminali.

Il capogruppo Pd Micaela Fanelli stigmatizza il ritardo con cui è stata convocata la riunione monotematica, poi afferma: “Chiediamo chiarezza: schermature e costi sono quelli previsti nelle altre Regioni? Perchè non c’è stato un confronto piuttosto che una spettacolarizzazione della questione?”. A suo dire “il governo Toma è stato sordo rispetto a questa vicenda” e conclude: “Difendiamo insieme la salute dei molisani”. Le fa sponda il collega dem Vittorino Facciolla: “Il commissario vuole fare il ragioniere”, ma “non si adottano i provvedimenti e poi si cerca di mettere le pezze”.
“Se il budget per la radioterapia non è sufficiente, va adeguato”, incalza Michele Iorio (Fratelli d’Italia) che cita poi ” l’esempio dell’Abruzzo che ha inaugurato un centro identico a quello presente in Molise e con costi superiori”. “In secondo luogo, un provvedimento del presidente della Repubblica prevede che per la radioterapia la prescrizione deve essere fatta dal radioterapista, non dall’oncologo. E’ giustificata la preoccupazione che il cambio di indirizzo (attualmente è l’Oncologia del Cardarelli a fare le ‘ricette’ per la radioterapia al Gemelli, ndr) non tenga conto di questa necessità”.
I documenti votati dall’Aula verranno alla fine inviati a Roma per consentire di tenere conto, durante il confronto al Ministero, della posizione espressa dal massimo organo politico-istituzionale del Molise.



