Le vertenze della sanità
|Personale delle cliniche senza stipendio: dopo Gemelli, mobilitazione per Villa Maria
“La Regione non paga le somme per le prestazioni”, denunciano i sindacati. E in Prefettura tornano le vertenze della sanità. Questa mattina – 1 febbraio – si è aperto il confronto con il presidente Stefano Petracca che ha annunciato la grave crisi economica dell’ospedale: “A breve sarà inevitabile l’interruzione dell’erogazione delle prestazioni”. Tensioni anche per la struttura di via Principe di Piemonte a Campobasso: i dipendenti non ricevono lo stipendio da tre mesi.
Febbraio si apre con il nuovo fronte caldo legato alle vicende della sanità privata: più o meno quindici giorni dopo l’annuncio dello sciopero a tutela degli operatori degli ospedali pubblici (poi revocato), sono esplose le vertenze che coinvolgono il personale impiegato in alcune importanti strutture private della nostra regione. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato lo stato di agitazione per Villa Maria, dove si sta vivendo un’altra situazione molto difficile: gli stipendi non vengono erogati da tre mesi.
Preoccupa poi quanto sta accadendo al Gemelli Molise. Anche in questo caso è stato annunciato lo stato di agitazione del personale e questa mattina (1 febbraio) in Prefettura a Campobasso si è svolto un doppio tavolo di confronto. Il primo è stato richiesto dal presidente Stefano Petracca. Nell’ospedale privato di Campobasso, ha spiegato il vertice della società che ha rilevato il presidio di contrada Tappino, “il mancato pagamento delle prestazioni sanitarie perpetrato negli ultimi quattro anni sta causando irreparabili pregiudizi al Gemelli Molise” e “il nosocomio – ha scritto lo stesso Petracca in una lettera inviata ai sindacati – si trova in un gravissimo stato di crisi economico-finanziario in quanto, per garantire le prestazioni sanitarie ai pazienti, si è esposto per somme considerevoli con le banche con i fornitori e per il corrente mese e i successivi, in assenza di necessità interventi, non sarà possibile procedere al pagamento degli stipendi, con irreparabili conseguenze sul mantenimento dei livelli occupazionali”.
Quindi, si legge ancora nella missiva, “se questa situazione continuerà, a breve sarà inevitabile l’interruzione dell’erogazione delle prestazioni sanitarie che potranno essere irreparabili per il diritto alla salute degli utenti il mantenimento dei necessari livelli di assistenza”.
Petracca è stato il primo ad incontrare il prefetto Michela Lattarulo alla presenza del governatore-commissario Donato Toma che sei giorni fa ha firmato il decreto che definisce i livelli massimi di finanziamento delle prestazioni erogate dagli operatori privati della sanità nel 2023: il budget complessivo si aggira sui 100 milioni di euro, poco più della metà (56 milioni) è destinata ai regionali.
Poi alle 11:30 è stata la volta delle organizzazioni sindacali. Amantini (Fp Cgil), Valvona (FP Cisl), Corbo (Uil FPL), Vasile (Fials), Di Bianco (Cobas), Colacci (Ugl), Fraticelli (AAROI-EMAC) e Picardi (SNR-FASSID) avevano richiesto il tentativo di conciliazione per “il mancato pagamento degli stipendi del personale e la difficoltà di mantenimento dei livelli occupazionali” che potrebbero portare ad altre iniziative di mobilitazione.
Invece “se entro domani (2 febbraio, ndr) non sarà regolarizzato il pagamento degli stipendi dei dipendenti di Villa Maria, scatterà lo stato di agitazione”. Il problema è sempre lo stesso: “A detta della proprietà di Villa Maria, la Regione non ha pagato le somme dovute per le prestazioni erogate”.

