Caso Romagnuolo
|Giunta Toma indagata per abuso d’ufficio, M5S: “Una ‘nominopoli’ per regolare i conti nel centrodestra”
Dopo l’avviso di garanzia ricevuto dal presidente Toma e dai suoi assessori per la designazione di Nico Romagnuolo al vertice del Consorzio industriale di Campobasso-Bojano, il Movimento 5 Stelle attacca: “La politica utilizza gli enti regionali per le esigenze interne ai partiti, e ora tutto l’esecutivo rischia di incappare nella legge Severino e nella sospensione dall’incarico anche in caso di condanna in primo grado”.
Il Movimento 5 Stelle lo definisce “il caso nominopoli” che “sarà un problema per tutto il centrodestra visto che hanno ricevuto un avviso di garanzia non solo il presidente della Regione, Donato Toma, ma anche la Giunta in carica nel 2020 e nel 2021, incluso quindi anche il commissario della Lega Michele Marone che poi venne sostituito con Filomena Calenda”. Il riferimento dei consiglieri regionali pentastellati, che oggi hanno convocato la stampa a Palazzo D’Aimmo, è ai possibili effetti della Legge Severino in caso di eventuale condanna dopo l’avviso di garanzia ricevuto dall’esecutivo regionale per la designazione di Nico Eugenio Romagnuolo al vertice del Consorzio industriale di Campobasso-Bojano.
In una condanna in primo grado di giudizio scatterebbe la sospensione dal Consiglio regionale per 18 mesi, come accadde a Michele Iorio. Insomma, per il Movimento 5 Stelle, questa vicenda giudiziaria non è un buon viatico in vista del voto.
Ad ogni modo, rincara la dose il capogruppo Andrea Greco, “la Giunta Toma era stata già sanzionata dall’Anac e a valle di quella sanzione – che avrebbe dovuto far scattare l’interdizione di nominare nuove persone per un arco temporale di tre mesi – i dirigenti regionali non fecero nulla nei confronti di Toma e nei confronti della Giunta regionale”. Gli stessi consiglieri di opposizione presentarono una mozione per il ritiro degli atti di nomina di Nico Romagnuolo perchè “c’era una palese violazione della legge”, ricorda Greco. “Non siamo forcaioli ma non siamo stati ascoltati, avevamo avvertito Toma che quell’operazione era illegittima. Per questo ci siamo rivolti alla Anticorruzione e poi alla magistratura presentando un esposto. E ora c’è l’ipotetica mannaia della Severino”.
D’accordo con lui il collega Angelo Primiani: “La politica utilizza le nomine per regolare le esigenze interne dei partiti”. Il consigliere Fabio de Chirico ricorda che “in Aula ci tacciarono di superficialità, ma noi avevamo ragione”. Invece Valerio Fontana fa un parallelismo con il caso che ha coinvolto il sindaco di Petacciato Roberto Di Pardo al Cosib che venne annullata dall’Anticorruzione.
“Nico Romagnuolo – sottolineano i pentastellati – fu l’unico consigliere regionale, esponente di Forza Italia fra l’altro, a non presentare ricorso contro il governatore Toma quando fu estromesso dal Consiglio regionale con l’abrogazione della surroga. E Toma lo ha voluto ricompensare con la nomina al vertice del Consorzio. Il comportamento di questo centrodestra per noi è già condannabile”.
