Extrabudget, accertamenti della Corte dei Conti “perché la Regione non ha risposto ai loro quesiti”
L’ex presidente della Regione, a cui la magistratura contabile ha chiesto spiegazioni sui rimborsi milionari dati a Neuromed e Cattolica quando era lui commissario ad acta, dice la sua: “Vogliono chiarimenti da me perché Toma non li ha forniti. Sono sereno, a fine mese fornirò ogni risposta con carte e atti alla mano”.
“La Regione Molise non ha chiuso alcuna transazione e, per quanto mi riguarda, nel periodo in cui sono stato governatore abbiamo saldato correttamente le prestazioni extrabudget dovute a Cattolica e Neuromed chiedendo al Governo di accedere a una liquidità straordinaria per un ammontare di 250 milioni di euro”.
Così replica l’ex governatore del Molise Paolo di Laura Frattura, sul quale pende un accertamento da parte della Procura della Corte dei Conti per la questione dell’extrabudget. Si tratta del denaro che il Molise sborsa per pagare cure, ricoveri e prestazioni varie negli ospedali privati convenzionati oltre i limiti fissati dai contratti, e anche per pazienti che non sono molisani.
La contestazione – come riferito in anteprima da Primonumero oggi – riguarda 54 milioni di euro “di cui a me viene chiesto indietro uno soltanto” dice l’ex commissario alla sanità. Frattura punta il dito contro l’attuale struttura commissariale di Donato Toma “che avrebbe dovuto chiarire i dubbi della magistratura contabile e invece le risposte sono state oltremodo carenti e in qualche caso addirittura assenti”.
In sintesi la Regione non avrebbe adeguatamente spiegato quanto accaduto negli anni pregressi e le verifiche sono andate all’indietro nel tempo coinvolgendo l’ex commissario Frattura che si definisce “più che tranquillo, è tutto in perfetta regola anche perché io i contratti coi privati li ho fatti, a differenza di Toma che ne è ricordato solo ora. L’extrabudget con me è stato corrisposto già alla Regione Molise dalle regioni interessate dalle prestazioni erogate per gli assistiti provenienti da fuori regione”.
Gli operatori privati ai quali sono state chieste delucidazioni confermano. “La Regione Molise non è stata capace di rispondere alla domanda della Corte dei Conti circa l’incasso della mobilità attiva e questo è il motivo alla base delle richieste di chiarimento”.
Entro il 28 febbraio Frattura illustrerà ogni aspetto della vicenda che potrebbe concludersi con una archiviazione o con la citazione in giudizio per lui e gli altri attori coinvolti in questa contestazione milionaria “per la quale – lo ribadisce anche oggi a Primonumero – altri avrebbero dovuto spiegare in che modo sono stati rimborsati i privati accreditati”.
Per ora dalla sua ha già tre archiviazioni (Tar e Procura) sulle famigerate transazioni “che poi transazioni non si possono chiamare perché non c’è stata alcuna mediazione con gli operatori privati ma un preciso accertamento a monte dei debiti rivendicati da Neuromed e Cattolica”.
Frattura spiega ancora che con la Finanziaria 2015 “al Molise furono promessi 40 milioni di euro, soldi che passavano per l’approvazione del piano operativo che doveva ottenere l’ok dal tavolo tecnico che avrebbe detto sì – lo ricordo bene – solamente con la chiusura di tutti i contenziosi in atto”.
Una volta verificati gli importi i più importanti ospedali privati del Molise hanno avuto quanto chiedevano.
Cinque anni dopo, però, la Corte dei Conti contesta quei milioni. Perché?
“Perché se mandi una dirigente al Bilancio (Marilina Di Domenico, ndr) alle audizioni e non quello alla Salute (Lolita Gallo, ndr) e poi le risposte che la prima si era riservata di dare non risultano neppure, c’è qualcosa di poco chiaro che altri, e non certo io, dovranno spiegare”.
Certo della bontà del suo operato Frattura respinge al mittente ogni ipotesi di danno erariale, “anzi, semmai abbiamo determinato un utile con le compensazioni (i soldi che le altre regioni rimborsano al Molise per aver curato i loro pazienti, ndr)”.
A introdurre i tetti di spesa, lo ricordiamo, è stato l’ex presidente Frattura nel 2014 sia per pazienti extraregionali che per quelli regionali. Toma ha lavorato in regime di proroga puntando i piedi solo in tempi recenti. E scatenando il putiferio che è seguito al blocco dei ricoveri a fine 2022. Inoltre, ma anche questa è cosa nota, il Piano operativo col quale agisce è, di fatto, ancora quello di Frattura: “Il suo è una proposta che non ha avuto l’avallo dei ministeri di Economia e Salute. Di fatto lavorano ancora col mio (2015-2018)”. Rivendicazioni di meriti a parte resta il fatto, “e ne sono convinto, che se la Regione avesse risposto ai quesiti della Corte dei Conti (ci sono i mandati di pagamento è tutto nero su bianco) non avrebbero chiesto a me (e altri funzionari della Regione) i chiarimenti”.
Si vedrà tra qualche mese se le risposte date convinceranno la magistratura contabile. E quello che ne seguirà.
Ma la questione dell’extrabudget ha avuto ricadute anche in relazione a un esposto del comitato vittime Covid seguito alla richiesta di archiviazione su come è stata gestita la pandemia negli ospedali molisani: oltre alla Procura della Corte dei Conti ha acceso i riflettori sui tetti di spesa anche la magistratura ordinaria con l’apertura di un fascicolo di inchiesta della Procura della Repubblica di Campobasso. Segno che più organi giudiziari si stanno interessando a questi milioni di euro utilizzati per curare i malati di fuori regione.
(AD)



