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Eolico off shore, il biologo marino: “Fondamentale valutazione ambientale. Pesca? Può avere vantaggi”

Grande risposta di pubblico all’incontro in sala consiliare a Termoli su ‘Molise a emissioni zero’. L’onorevole Crucianelli ha ribadito l’idea di un impianto eolico differente che possa innestare un circuito virtuoso.

Un progetto da modificare ma anche un’occasione da non sprecare. Il Comitato 4 Giugno insiste sulla rotta già tracciata a proposito dell’eolico off shore davanti alla costa molisana e davanti alla folta platea accorsa in sala consiliare venerdì pomeriggio 10 febbraio a Termoli ha offerto contributi importanti. Non ultimo quello del biologo marino Silvio Greco che ha chiarito un punto fondamentale. “Per la pesca ci sarebbero dei vantaggi”.

La grande risposta di pubblico, al punto che in molti sono rimasti in piedi per assistere al convegno, è forse il principale elemento di novità emerso dall’incontro ‘Verso un Molise a emissioni zero’ organizzato nella sala consiliare del Comune dal Comitato 4 Giugno, vale a dire Molise Domani, La Fonte, Fondazione Milani e altri. Un comitato che da tempo si è detto favorevole all’eolico off shore, rigettando però quello presentato dalla Maverick per dimensioni dell’impianto e per la scarsa chiarezza sull’azienda che c’è dietro il progetto.

Convegno eolico off shore

Presenti, tra gli altri, i consiglieri regionali Micaela Fanelli, Vittorio Nola e Valerio Fontana, l’ex consigliere Antonio D’Aimmo, chiaramente l’ex governatore Giovanni Di Stasi (Molise Domani), oltre a esponenti delle categorie produttive Coldiretti, Cia e Assoporto. In collegamento video il presidente di Confindustria Molise, Vincenzo Longobardi.

“Così com’è, il progetto non è credibile ed è dannoso” ha detto l’onorevole Famiano Crucianelli a nome del Comitato. Crucianelli ha stilato una sorta di lista, dei punti programmatici che un progetto di eolico off shore dovrebbe seguire.

Convegno eolico off shore

“La combinazione da Stellantis ed eolico off shore è un’opportunità per fare di questo territorio il polo della sostenibilità. Deve essere l’inizio di un circuito virtuoso di riconversione industriale. L’agricoltura è potenzialmente il vero settore primario e l’energia deve sostenere lo sviluppo agricolo. La presenza dell’off shore deve essere sostitutiva all’invasione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici su terreni fertili. Su questo chiediamo una moratoria subito. È l’agricoltura il punto fondamentale per combattere il cambiamento climatico”.

Quindi ha proseguito: “Ci deve essere una ricaduta per i molisani, non possiamo essere zona di transito dell’energia. I pescatori poi devono essere parte attiva per liberare il mare dalla plastica”. Infine, ma non per importanza: “Va fatta una Valutazione ambientale strategica seria”.

Prima di lui era intervenuto il vescovo Gianfranco De Luca che ha ricordato di aver seguito la genesi del progetto fin dall’inizio, proprio da quel 4 giugno 2022. Da parte sua una piccola tirata d’orecchie a come si sia orientando la discussione sul tema. “Il dibattito tra Sì e No non è democratico, serve solo a creare tifosi e in questo modo le persone rischiano di allontanarsi dai temi importanti”. Il vescovo ha concluso con un “invito al dialogo e a camminare insieme”.

Davanti al microfono di Primonumero il biologo marino Silvio Greco, relatore del convegno, ha espresso alcuni punti fondamentali. “È importante fare una seria valutazione ambientale, quindi uno studio preventivo per la scelta del sito. Ci sono studi da fare sulle correnti, sul rumore, poi la parte biologica, organismi, la pesca, le interazioni tra rumore ed ecosistema marino. Il fatto che sia un impianto galleggiante aiuta molto a ridurre l’impatto”.

Poi una valutazione sui rischi per la pesca. “Il parco può essere una ricchezza per la pesca. Le aree interdette alla pesca all’inizio sono un problema ma poi si crea l’effetto riserva e l’area si rinaturalizza e crea nuove aree di ripopolamento. Nel breve e medio periodo ci sono sicuramente vantaggi”.