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Corte dei Conti: nel 2022 condanne per 780mila euro. Criticità su trasporti, sanità e spese della politica

Questa mattina (24 febbraio) a Campobasso la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile. Il monito del presidente Stanco: “La comunità esige che vi sia una corretta gestione delle risorse pubbliche e pretende che non rimanga impunito chi se ne appropria e le disperde senza alcuna giustificazione”. Mentre il procuratore Nicolella ha sottolineato “la violazione dei tetti di spesa che influiscono sulla programmazione delle risorse”. E ieri il Consiglio dei Ministri ha impugnato il Rendiconto

Nel 2022 la Corte dei Conti ha emesso sentenze di condanna per circa 780mila euro: è uno dei dati più rilevanti messi in evidenza dal nuovo presidente Maurizio Stanco in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2023 della sezione giurisdizionale del Molise. Nel corso della cerimonia, che si è svolta questa mattina (24 febbraio) nel Palazzo Gil di Campobasso alla presenza delle principali cariche politiche e istituzionali, sono state evidenziate anche le criticità riscontrate in tre importanti settori: sanità, trasporti, costi della politica.

Nella sua relazione il presidente Stanco ha evidenziato lo sforzo dei magistrati compiuto nel corso del 2022 dai magistrati “dopo il rinvio di varie udienze a causa della crisi pandemica” e “i contraccolpi delle reiterate carenze nell’organico del personale, i cui effetti si trascinano da molti anni”. Nonostante ciò, “nel 2022 sono stati pronunciati 89 provvedimenti in materia di contabilità pubblica e pensionistica, sono stati definiti 474 conti giudiziali e sono state messe inoltre sentenze di condanna per circa 780.000 euro“.

La Corte dei Conti ha dovuto fronteggiare “le numerose problematiche interpretative insorte nell’applicazione delle nuove norme introdotte dal Codice di giustizia contabile, soprattutto rispetto a vicende processuali già impostate secondo il previgente ordinamento”. A fare da sfondo all’azione dei magistrati contabili quello che il numero uno della Corte dei Conti in Molise ha così definito: “La comunità esige che vi sia una corretta gestione delle risorse pubbliche e pretende che non rimanga impunito chi se ne appropria e le disperde senza alcuna giustificazione”.

Inaugurazione anno giudiziario della Corte dei Conti 2023

È stato il procuratore regionale Salvatore Nicolella a scendere nel dettaglio dei principali problemi riscontrati durante l’attività requirente e ha fornito una serie di notizie sulle indagini condotte.

Sanità. “La Procura – le sue parole – ha svolto indagini e ha concretizzato iniziative che hanno contribuito a perseguire decisive cause del dissesto che dal 2007 costringe la Regione a un piano di rientro dal deficit di problematica risoluzione, al quale sono collegate tangibili ricadute sul piano assistenziale ed aggravi della pressione fiscale sulla collettività molisana”. Gli interventi della Procura hanno riguardato in particolare il progetto M.E.F., finalizzato al monitoraggio e alla validazione della spesa farmaceutica a carico del servizio sanitario nazionale, “iniziativa fallita a causa del mancato accordo con gli operatori del settore”. E ancora: “la violazione dei tetti di spesa con ricadute negative sulla programmazione delle risorse finanziarie alle quali parametrare le attività delle strutture pubbliche private che operano nel settore”. In quest’ultimo caso il procuratore si è soffermato sulle somme richieste dalle strutture private per prestazioni rese ai cittadini di altre regioni tra il 2007 e il 2014: “Il problema si è riproposto negli anni successivi e ha generato un ampio dibattito di grande attualità soprattutto per l’aspetto delle prestazioni salvavita, ossia per le cure urgenti indifferibili come l’assistenza ai pazienti bisognosi di terapie intensive ed oncologiche”.

Trasporti. Varie le criticità evidenziate da procuratore regionale: “Emergono ritardi nell’adozione del piano regionale dei trasporti, l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico extraurbano, l’assetto frammentario del servizio di trasporto su gomma basato su proroghe (i contratti ponte), il contenzioso con le aziende affidatarie dei servizi di trasporto in regime di proroga”. Nicolella ha parlato anche delle “deficienze del trasporto su rotaia, l’esposizione debitoria della Regione e la congruità del servizio reso da Trenitalia”.

Costi della politica. Si è tornato a parlare anche dell’impiego dei soldi pubblici impiegati dai gruppi in Consiglio regionale. “Sono state promosse (e altre sono in fase di attivazione) iniziative risarcitorie che fanno seguito ad indagini penali riferite all’illecito utilizzo di risorse pubbliche erogate dalla regione ai gruppi consiliari tra il 2007 e il 2012″. Dopo le sentenze penali, è emerso “un quadro chiaro e definitivo delle spese illecite, a volte davvero desolante, come testimoniano alcuni giustificativi rinvenuti, costituiti da documentazione rilasciata ad esercizi commerciali localizzati all’estero”.

Nella sua relazione Nicolella ha ricordato un procedimento in corso riguardante l’offesa all’immagine di una scuola in conseguenza dei reati sessuali compiuti da un collaboratore nei confronti di alunni minorenni e il problema della riscossione delle tasse automobilistiche per il quale si ipotizza il danno alle entrate pubbliche.

Il procuratore ha messo in evidenza anche l’accelerazione data dell’attività inquirente: se al 31 dicembre 2021 risultavano giacenti quasi 2600 fascicoli e istruttori, al 15 febbraio 2023 il numero è sceso a 2.363 fascicoli istruttori. Sono stati promossi inoltre due sequestri conservativi e, al 31 dicembre 2022, a seguito di sentenze passato in giudicato di primo e secondo grado, sono stati recuperati 337 mila euro.

Un auspicio è stato espresso invece dall’Ordine degli avvocati rappresentato dal presidente Giuseppe De Rubertis: “La funzione della Corte dei Conti è fondamentale per raggiungere gli obiettivi del Pnrr senza proroga o senza il rischio di un ritiro dei finanziamenti assegnati al nostro Paese”.

Il magistrato Domenico Cerqua della Sezione di controllo della Corte dei Conti (intervenuto al posto della presidente Lucilla Valente, assente per un impedimento) ha invece ricordato i controlli svolti sull’amministrazione regionale che ha trovato il proprio epilogo nel giudizio di parifica del rendiconto regionale e il controllo sulle spese dei gruppi consiliari. Cerqua inoltre ha ricordato “le criticità e anomalie emerse nel rendiconto 2021 della regione Molise” e “i rilevanti disavanzi annuali registrati nel sistema sanitario della Regione Molise nonostante i cospicui aiuti finanziari dello Stato o da parte di altre Regioni”. Tra l’altro non è andato meglio l’esame del Rendiconto 2021 al Consiglio dei ministri che ieri (23 febbraio) ha deciso di impugnare la legge molisana perché alcune disposizioni sono in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione.