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La portavoce di “Salviamo la Radioterapia del Molise”, Giuditta Lembo: “Il commissario Toma riconsideri i decreti facendo capire ai tavoli romani che non può essere penalizzato sempre il cittadino”. Consiglio monotematico sulla sanità a Campobasso. Il sindaco Gravina: “Serve una riorganizzazione complessiva, non è solo un problema di debito da azzerare. Aspettiamo anche azioni concrete da parte dei parlamentari”.

“Salviamo la Radioterapia del Molise”. Sotto questo slogan è nato spontaneamente un comitato, formato da ex e attuali pazienti oncologici, che difende il reparto del Gemelli, unico in regione, e chiede di “sospendere l’efficacia dei  Decreti del Commissario ad acta, abilitando il personale medico del Gemelli Molise all’utilizzo dei ricettari per la prescrizione dei trattamenti salvavita di Radioterapia”.

I sottoscrittori erano presenti in Consiglio comunale monotematico a Campobasso: “Il nostro comitato vuole testimoniare come quel reparto ci ha salvato la vita è un reparto di eccellenza e salvavita – spiega la portavoce Giuditta Lembo –. I decreti firmati dal commissario Toma penalizzano questo reparto che è l’unico in Molise e ci consente di curarci a casa nostra e di non andare fuori”.Pazienti che sottolineano “la grande umanità, importante per chi affronta la malattia e poi le cure, che sono dure dopo gli interventi chirurgici e la chemioterapia. Trovare persone che accarezzano l’anima è importante e questo può dirlo solo chi l’ha vissuto”.

Consiglio comunale Campobasso

“Non può essere penalizzato sempre il cittadino – aggiunge Lembo –. Il commissario deve recuperare potere contrattuale perso negli ultimi anni. Stiamo raccogliendo con una petizione delle firme, abbiamo già raggiunto migliaia di sottoscrittori, ci fa bene che tanti la pensano come noi. Non siamo pazienti di serie B. Le firme arriveranno poi al ministro Schillaci che ha dimostrato sensibilità sull’argomento”.

Parole nette e chiare da parte di chi ha toccato purtroppo con mano cosa significhi dover affrontare un tumore. Nei prossimi giorni verranno anche allestiti dei banchetti in diversi centri del Molise. E’ possibile sottoscrivere  la petizione anche online a questo indirizzo: https://chng.it/9YGvVKDJNj .

Nel dettaglio, il comitato chiede di sospendere l’efficacia dei decreti del commissario ad acta: quello del 20 gennaio sulle “Linee guida per l’erogazione delle prestazioni di radioterapia”, abilitando il personale medico del Gemelli Molise all’utilizzo dei ricettari per la prescrizione dei trattamenti “salva vita” di Radioterapia. Inoltre, la sospensione del Dca del 26 gennaio e le determinazione di nuovi “tetti spesa” che permettano all’ Unità di Radioterapia del Gemelli Molise di poter continuare ad offrire alla popolazione prestazioni sanitarie d’eccellenza.

Dell’argomento e della difesa della sanità molisana in generale si è parlato nel Consiglio comunale del capoluogo andato in scena in mattinata. Assenti il commissario Toma, il nuovo sub commissario Bonamico e i parlamentari: “Stigmatizziamo queste assenze” dicono sia il sindaco che il resto del Consiglio.

Roberto Gravina ha spiegato che il problema della sanità va affrontato da più fronti: “Il commissariamento deciso nel 2009 non ha fatto bene, questo è sicuro. Aspettiamo risposte dai parlamentari che hanno preso precisi impegni ma aggiungo che non è solo un problema di azzeramento del debito perché dal giorno dopo si riformerebbe. Dico che il budget potrebbe essere insufficiente per garantire il diritto alla salute. Serve dunque una riorganizzazione complessiva e siamo contro le contrapposizioni tra pubblico e privato”.

Consiglio comunale Campobasso

Argomenti ribaditi negli interventi dei consiglieri Colagiovanni (Popolari), Tramontano (Lega), Esposito (Forza Italia), Battista (Sinistra): “Va difeso strenuamente il diritto alla salute da parte dei nostri concittadini evitando guerre che non portano a nulla”.

Una posizione affermata con forza anche da Pina Bozza, presidente della Consulta per i servizi sociosanitari del Comune: “Il nostro è un organo consultivo del Comune e avremmo voluto la presenza dei parlamentari per spiegare la nostra situazione sanitaria. La Consulta si batte per la tutela della sanità pubblica, per tutti, non solo per chi ha i soldi. Vogliamo una sanità giusta e tutti quei servizi necessari adatti per salvaguardare la salute. Ad oggi il cittadino molisano non può contare su questo servizio della struttura pubblica perché i servizi sono decentrati e il personale diminuisce sempre di più. Così è difficilissimo andare avanti”.

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Nel dibattito entra anche la segretaria della Uil Molise, Tecla Boccardo, che non usa giri di parole: “Il commissario alla sanità, nonché presidente della Regione, emettendo il Dca n.2/2022 che taglia il budget assegnato alle strutture accreditate e in particolare all’assistenza specialistica radioterapica del Gemelli, dimentica che dietro quelle decisioni ci sono centinaia di malati bisognosi di cure e lavoratori onesti danneggiati da quelle scelte. Prima di distruggere un qualsiasi sistema o settore bisognerebbe avere già pronta una soluzione alternativa e attuabile immediatamente. Non si può lasciare nel baratro la popolazione con il vuoto assistenziale”.

“Siamo indignati perché ci sono soluzioni alternative praticabili, a partire dall’utilizzo delle risorse ancora bloccate  per l’abbattimento delle liste d’attesa finanziate dal Ministero, mentre per i pazienti provenienti da fuori regione basterebbe stabilire che le strutture accreditate potranno essere pagate solo a seguito dell’effettiva riscossione delle risorse da parte delle altre regioni, riducendo di fatto con la compensazione il deficit che deriva dalla mobilità passiva, con un’operazione virtuosa per le casse regionali. Non comprendiamo – conclude la sindacalista – l’ostilità della struttura commissariale rispetto a queste soluzione già praticate in tante altre regioni italiane”.

Tecla Boccardo