Appello della popolazione a Meloni e ai Ministri: “Fermare l’eolico selvaggio e off shore lontano dalla costa”
Con una lettera i soggetti che fanno parte del comitato 4 giugno, in rappresentanza di associazioni e comitati, scrivono una lettera alla premier chiedendo un incontro per condividere i progetti di rinnovabili con la popolazione ma soprattutto invocano una moratoria dell’eolico e del fotovoltaico onshore. Sono oltre 20 i progetti presentati, contro i quali si stanno muovendo diverse amministrazioni.
Ci sono più di venti progetti per installare pale eoliche o impianti fotovoltaici in Molise e soprattutto in Basso Molise. E c’è un progetto – quello della Maverick Srl, società di intermediazione energetica con sede a Milano – che mira a costruire un impianto off shore con tecnologia flottante a meno di 25 chilometri dalla costa. Non è quello che hanno auspicato i cittadini, o almeno, una parte importante della popolazione residente, la stessa che oggi chiede di aggiustare il tiro sulla corsa sfrenata alle rinnovabili con la condivisione dei progetti e il loro inserimento in un contesto mappato, vale a dire il Piano delle aree idonee (e delle aree non idonee) che in Molise manca da sempre, aprendo così alla possibilità di vendere (o svendere) il territorio al miglior offerente.
Ora le associazioni del territorio, i comitati, i rappresentanti del mondo imprenditoriale rurale, guidati dal portavoce don Antonio Di Lalla, chiedono alla premier Giorgia Meloni e ai ministri di riferimento, nonché al Governatore Donato Toma, un incontro congiunto “per confrontarsi sulle condizioni necessarie per procedere, con il consenso dei cittadini, alla realizzazione di questa importante e strategica opera di interesse generale”, cioè l’impianto eolico in mare che proprio il comitato “4GIUGNO” ha proposto 8 mesi fa.
“Le associazioni civiche e ambientaliste, ma anche i rappresentanti delle forze produttive e sociali che operano nel campo dell’industria, della pesca e dell’agricoltura, ritengono indispensabile che l’impianto eolico galleggiante in questione venga realizzato lontano dalla costa, sulla base di una rigorosa VAS e nel rispetto delle esigenze del mondo della navigazione, della pesca e del turismo” si legge nella lettera inoltrata a Giorgia Meloni, Donato Toma, ai ministri Matteo Salvini (Infrastrutture), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente ed Energia), Adolfo Urso (Sviluppo economico) e Francesco Lollobrigida (Sovranità alimentare).
La condizione prima perché si possa avere un dialogo produttivo fra cittadini e autorità istituzionali sul tema decisivo dell’energia e sulla possibilità di un importante parco eolico in mare è l’immediata adozione di una moratoria, dice il comitato 4GIUGNO (composto da La Fonte, AIAB, Azienda Di Majo Norante, CIA, Coldiretti, Confagricoltura, Consorzio TUMP, Distretto del cibo: Olio EVO Molisano, Don Milani, Slowfood, UIL Molise).
“Occorre una sospensione dell’occupazione selvaggia del territorio che si prospetta con l’invasione di impianti eolici e fotovoltaici onshore che comprometterebbero pesantemente le risorse ambientali, agroalimentari e paesaggistiche del Molise”.
Le richieste avanzate sono poche, ma chiare: un soggetto imprenditoriale “affidabile, dotato di adeguata capacità tecnica e finanziaria, ma anche aperto alla partecipazione delle imprese e degli enti pubblici presenti sul territorio”; un protocollo di intesa promosso e sottoscritto dal Governo nazionale e dal Governo regionale per connettere l’eolico offshore con la Gigafactory di Termoli; un vantaggio competitivo non solo per Stellantis (ex Fiat) ma per tutte le imprese del territorio “che sopportano gravi diseconomie esterne di produzione, attraverso un basso costo dell’energia prodotta offshore”.
Al presidente del Consiglio dei ministri Meloni e ai ministri viene anche evidenziato che “l’attività dei pescatori deve essere diversificata, a seguito della riduzione dell’area di pesca, e orientata anche ad una funzione di raccolta della plastica e di vigilanza sulla qualità dell’ambiente marino, nell’area ricompresa tra l’impianto offshore e la costa molisana”.
E nel frattempo, se proprio si intende procedere con la realizzazione dell’impianto in mare, bisogna valutare sconti in bolletta alle imprese agricole “che hanno una funzione decisiva nel garantire sovranità alimentare e contrasto al cambiamento climatico” e ai cittadini molisani più bisognosi”.
“Sig. Primo Ministro, Sig. Presidente della Regione Molise,
una ulteriore ed essenziale sottolineatura va riservata al tema della cancellazione di tutte le richieste di grandi impianti eolici e fotovoltaici – scrive il Comitato 4 GIUGNO – Bisogna riservare la produzione di energia onshore unicamente alle comunità energetiche e agli imprenditori agricoli. Questi ultimi devono essere autorizzati a produrre energia elettrica su tutte le superfici coperte disponibili, senza limiti quantitativi. Occorre fermare quegli investimenti speculativi nel campo delle energie rinnovabili che recano danni alle produzioni agricole e al paesaggio rurale”.
Dunque un Molise a emissioni zero sì, ma con un crietrio e con la partecipazione dei cittadini è la sintesi della richiesta di incontro. “Per riuscire in questa impresa di fare del Molise una regione virtuosa è necessario che la transizione ecologica e la transizione sociale siano un processo unitario, utile a garantire il contrasto al cambiamento climatico e, al tempo stesso, alimentato da un sistema produttivo e da un’organizzazione dei servizi sostenibili per la società e per l’ambiente.
Un dialogo trasparente e intenso del Governo nazionale e del governo regionale con i cittadini molisani e le organizzazioni sociali che li rappresentano può essere di grande utilità per vincere le grandi sfide di questa nostra epoca”.



