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Sanificazione d’oro durante il Covid, quattro indagati e un esposto alla Corte dei Conti. “Costi gonfiati a dismisura”

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani, autore dell’esposto depositato alla magistratura contabile, rincara la dose: “Si è passati da 70mila euro del 2020 a 5 milioni nell’arco di appena due anni. Confermati i nostri sospetti”. Gli accertamenti della Corte dei Conti fanno il paio con l’altro filone dell’inchiesta curata dalla Procura e dalla Polizia di Campobasso che hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio di due dirigenti Asrem e di altrettanti imprenditori per turbativa d’asta in concorso

Accanto all’inchiesta della Procura, sarà anche la Corte dei Conti ad accertare eventuali irregolarità sull’esborso di denaro pubblico per la sanificazione di ospedali e ambulanze nel periodo dell’emergenza Covid. All’attenzione della magistratura contabile, lo scorso 28 giugno, era stato presentato un articolato esposto con cui il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani ha chiesto di far luce sulle possibili “anomalie” emerse nelle procedure di affidamento del servizio e negli atti con cui lo stesso servizio è stato pagato.

I costi ‘gonfiati’ e le proroghe alla ditta vincitrice dell’appalto hanno fatto partire l‘inchiesta della Procura di Campobasso, che ha coordinato le indagini affidate agli agenti della Digos. Al termine dell’attività degli inquirenti, ci sono state richieste di rinvio a giudizio per due dirigenti dell’Azienda sanitaria regionale e due imprenditori, i titolari della ditta del capoluogo – la I.T.S. – che si era aggiudicata l’appalto. Ai quattro viene contestata la turbativa d’asta in concorso. 

“I nostri sospetti oggi trovano conferma”: è il primo commento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani. “Tutto è nato nel 2020 dall’emergenza Covid, quando l’Asrem ha affidato in via d’urgenza con una somma di circa 71mila euro l’appalto per sanificare gli ambienti ospedalieri e le ambulanze per il trasporto dei pazienti covid”, spiega l’esponente pentastellato. “A questo primo affidamento, avvenuto in via d’urgenza e in deroga ad una serie di normative sugli affidamenti degli appalti pubblici, sono seguite delle proroghe sulla fornitura del servizio che hanno previsto l’esborso di ulteriori somme rispetto a quella inizialmente prevista di 71mila euro. Si è passati da 70.000 euro del 2020 a 5 milioni nell’arco di appena due anni. Questo ci ha insospettito. Ecco perchè abbiamo deciso di presentare l’esposto alla Corte dei Conti”.

La stessa inchiesta della Procura ha messo in evidenza la considerevole differenza rispetto al costo iniziale previsto – circa 30 volte superiore – per remunerare il servizio svolto dalla ditta di Campobasso: la I.T.S. si è vista liquidare somme importanti dall’Asrem rispetto ai 71mila euro offerti per aggiudicarsi l’appalto. Parliamo di quasi 600mila euro (per la precisione, 594mila euro più Iva) per gli interventi di sanificazione svolti fino al 31 ottobre 2020, mentre nel solo mese di novembre 2020 la ditta ha ricevuto 764mila euro (più Iva). Per il lavoro svolto dal 14 al 31 gennaio, l’impresa campobassana ha ottenuto 703mila euro. Tutto è nero su bianco nei provvedimenti firmati da uno dei dirigenti che ora andrà a processo.

Oggi questa inchiesta giudiziaria ci dà ragione“, aggiunge il consigliere regionale M5S. “Lo “schema” delle proroghe è apparso subito anomalo. Non è stata presa in considerazione una gara d’appalto pubblica che potesse tutelare i principi di legalità, economicità, efficacia, correttezza, libera concorrenza e trasparenza. Il tutto mentre l’emergenza pandemica allentava la morsa e quindi immaginabile bandire una gara pubblica”. Primiani si è rivolto non solo alla Corte dei Conti, ma anche all’Autorità anticorruzione per “chiedere alcuni pareri che sono agli atti dell’inchiesta e della Procura generale della Corte dei Conti del Molise per chiedere di fare luce sulle eventuali criticità riscontrate per i metodi di affidamento e delle relative delibere di pagamento, liquidate poi con oltre 5 milioni di euro dall’Azienda sanitaria della Regione Molise.. I soldi pubblici – la chiosa di Primiani – vanno spesi bene e impiegati per garantire servizi efficienti ai cittadini. Il rilancio della sanità deve passare per una corretta e trasparente gestione delle risorse pubbliche. Un principio che negli ultimi anni in Molise purtroppo è sembrato venire meno e la conferma arriva dalla conclusione delle indagini della Procura”.