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A giudizio per truffa e abusi, si è chiuso il processo all’ex primario di cardiologia: “Assolto perché il fatto non sussiste”

Un’operazione dei carabinieri del Nas nel 2016 coinvolse l’allora primario di Cardiologia del San Timoteo, il professore Emilio Musacchio, oggi assolto dalla Magistratura. L’avvocato De Michele: “C’è in me una nota di rammarico perchè dopo quella indagine è incominciato il decadimento di un reparto che era uno dei fiori all’occhiello del San Timoteo”.

L’anno – di quello che fu all’epoca fu un vero e proprio scandalo – era il 2016. Un’operazione dei carabinieri del Nas rilevò che l’allora primario del reparto di cardiologia dell’ospedale San Timoteo,il professore Emilio Musacchio, si era reso autore dei reati di truffa aggravata e abuso in atti di ufficio. Per quelle ipotesi, racchiuse in un fascicolo di polizia giudiziaria composto da mesi di intercettazioni e verifiche, il medico fu interdetto per due mesi dal Gip del tribunale di Larino.

Tratto in giudizio, oggi – martedì 14 febbraio – il professore Musacchio è stato assolto con formula piena. Per il collegio del tribunale di Larino, presieduto dal presidente Michele Russo, “il fatto non sussiste”.

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La pubblica accusa in aula ha sostenuto un processo fondato sulle intercettazioni telefoniche, quelle ambientali e videoriprese che i carabinieri condussero nello studio medico del primario del San Timoteo. Da quegli accertamenti, il Nas e la Procura dell’epoca di Larino avevano ritenuto fondate le ipotesi di truffa e abuso in atti di ufficio nonchè la violazione della legge Brunetta nella parte in cui la stessa impone ai medici e a tutto il personale sanitario di segnalare l’orario di entrata e di uscita dal reparto.

La difesa dell’imputato, in aula rappresentato dall’avvocato Antonio De Michele, ha scardinato le accuse, una per una, dimostrando invece che il reparto di cardiologia del San Timoteo quando “c’era il professore Musacchio era un reparto modello, al quale accedevano pazienti non solo dell’area di competenza ma da tutta Italia. Finanche calciatori di serie A. Insomma reparto che era diventato fiore all’occhiello del sistema sanitario regionale”.

L’avvocato De Michele, sull’ipotesi di truffa che – per esempio – consisteva in “violazioni dell’orario di lavoro oppure perché il dottor Musacchio si stendeva sul lettino a riposare durante le pause” e sull’ipotesi relativa agli abusi in atto di ufficio (perché si riteneva ricevesse pazienti privati in ospedale mentre è poi emerso che si trattata di soggetti dimessi dal San Timoteo che tornavano a visita di controllo su invito del reparto) è riuscito a dimostrare il contrario di tutto. Ottenendo un’assoluzione che “certamente mi fa essere soddisfatto sotto il profilo legale – ha concluso il legale – ma, ammetto pure, che tutto questo consolida una nota di rammarico che mi trascino da sempre. Perchè dopo quella indagine è incominciato il decadimento di un reparto, quello di cardiologia, che era uno dei fiori all’occhiello del San Timoteo. Decadimento che si è poi accentuato nel corso degli anni tanto che adesso a far fronte alle malattie cardiovascolari dei molisani e degli abitanti della zona costiera è rimasta solo una sparuta pattuglia di medici-eroi che mantengono in piedi l’unità di emodinamica”.