Sant’Antonio senza fuoco: cittadini divisi fra “tradizione non rispettata” e “sicurezza in primis”
Il maltempo ha fatto propendere per il rinvio della tradizionale festa scatenando un dibattito acceso tra chi ricorda che “il fuoco ricorda la discesa negli inferi del santo” e chi è più prudente: da questa mattina pioggia e vento imperversano sulla città
A Campobasso, come in tante altre località italiane e molisane, è da sempre sentita la tradizione legata a Sant’Antonio Abate. Da secoli è considerato il santo protettore degli animali al quale viene associato il fuoco purificatore. E infatti anche nel capoluogo a “Santantuono” resiste il culto della benedizione degli animali nei pressi dell’omonima chiesa del centro storico.
Purtroppo oggi, 17 gennaio, non ci sarà nessun grande falò (l’enorme catasta di legna è stata coperta con appositi teli) e alcuna benedizione degli animali. Infatti, come noto da ieri, il Comune, in accordo con la parrocchia e il comitato organizzatore, ha deciso di rinviare tutto a sabato 21 gennaio a causa del maltempo che oggi effettivamente imperversa sulla città. Piove e tira un forte vento. Ma ieri ad esempio la pioggia non ha fermato i riti a Colli a Volturno, paese della provincia di Isernia, e andrà in scena anche a Colletorto.
La decisione del Comune di Campobasso ha per questo fatto storcere il muso a molti, cultori e non, residenti e non, padroni di animali (che aspettano questa giornata per la benedizione dei loro ‘amici’) e non. In sintesi, questo è il pensiero espresso in città e sui social: “Il maltempo non può fermare il culto del santo legato alla centenaria tradizione contadina”. Anche perchè, ricorda qualcuno, in passato il fuoco è stato acceso nonostante nevicasse. Dall’altra parte, c’è chi difende “la sicurezza in primis, con questo tempaccio sarebbe stato pericoloso tenere a bada il fuoco”. E infatti sono arrivate delle prescrizioni in merito.
Questo è il pensiero affidato a Facebook da parte dell’attore, scrittore, fotoreporter e ingegnere Flavio Brunetti: “Santo Antuono Abate, santo bistrattato della città di Campobasso. Il 17 gennaio è la sua festa, quando entra Carnevale. È il giorno del fuoco che ricorda la sua discesa negli inferi per incontrare il diavolo.Un fuoco mistico. Ma in questa città di persone che non sanno, questa è diventata una sagra. Così se piove il fuoco non si accende e il diavolo può attendere. Il 17 gennaio niente fuoco come il Diavolo nero dei Misteri che è diventato il dolce sposino della Dunzella, il diavolo bianco che attenta alla carne il Santo”.
Davanti alla chiesa di Sant’Antonio Abate la catasta di legna già pronta è stata coperta da teli in attesa di poter ardere.

La stessa professoressa Rosa Socci, tutrice delle tradizioni folkloristiche campobassane, ritiene che “la storia, come nel 2017 si ripete. Marketing docet. Ma chi ha preso questa decisione merita che ogni data che sceglierà il cielo non darà nessuna possibilità. Possa il “Meteo” vendicare il nostro caro Sant’Antonio Abate. P. S: chiedete ai sindaci dei paesi dove questo santo ha l’onore del fuoco acceso, se hanno spostato anche loro la data del fuoco”.
Per gli stessi motivi legati al maltempo, è stata rinviata a data da destinarsi la “passeggiata letteraria” oltre che le esibizioni delle maschere ad essa collegata che avrebbe dovuto tenersi oggi pomeriggio, all’aperto, per le vie del centro storico, con partenza da Largo San Leonardo.
Si terrà, invece, alle ore 17.30, presso il Circolo Sannitico di Campobasso, l’incontro letterario, organizzato in collaborazione con la casa editrice Telos, per la presentazione del libro “Uomo Cervo, fate, folletti e altri esseri fantastici del Molise”di Stefania di Mella, illustrato da Laura Fanelli. Saranno presenti le autrici.
Tirando le somme, la delusione c’è ed è palpabile, qualcosa di simile accadde anche nel 2017 e le polemiche arrivarono puntuali. D’altro canto, è sempre arduo districarsi tra le maglie della sicurezza sempre più strette e il rispetto della tradizione che anima il popolo. La pioggia e il vento ci sono, così come la voglia di rispettare le tradizioni.


