Milioni di euro spesi per una metropolitana che non c’è. E ora il progetto rischia di rimanere incompleto
Il secondo lotto (Bojano-Isernia) definanziato dalla giunta regionale che non ha rispettato i tempi di progettazione e ora rischia di perdere i fondi europei. Intanto la modernizzazione delle stazioni ferroviarie del Molise è ferma al palo e ci si ritrova fermate nuove di zecca ma inutilizzate
È sempre più incerto il futuro della metropolitana leggera: la giunta regionale guidata da Donato Toma ha definanziato l’opera togliendo alla progettazione preliminare del secondo lotto (Bojano-Isernia) 425 mila euro.
Otto anni sono già trascorsi da quando l’ex governatore Paolo Di Laura Frattura annunciò – era gennaio 2015 – un progetto rivoluzionario per la mobilità regionale: un collegamento rapido tra i due capoluoghi con annessa elettrificazione della vecchia e malmessa rete ferroviaria già esistente. Gli spostamenti per la pendolarità breve sarebbero avvenuti con una metro veloce che si spostava in superficie per unire Campobasso a Isernia in mezz’ora.
Insomma, quella della metropolitana leggera sarebbe stata un’opera con lo sguardo rivolto al futuro e importante per Campobasso che avrebbe avuto tre fermate in città e per l’intero Molise dove le stazioni sarebbero state rimodernate e creato un secondo binario laddove non ce n’era.
La deadline era prevista per il 31 dicembre 2022, ma è inutile dire che nessuno ha ancora fatto un viaggio sulla metropolitana leggera. E ora il progetto rischia ulteriori rallentamenti, rinvii e chissà, forse anche la totale cancellazione.
L’attuale presidente e i suoi assessori il 7 dicembre scorso (con delibera 463) hanno depennato la somma preventivata per non perdere le risorse europee assegnate “non avendo conseguito entro la fine dello scorso anno le ogv, obbligazioni giuridicamente vincolanti, che dimostrano l’avvio dell’iter di spesa” come evidenziato anche dal consigliere regionale Fabio De Chirico (M5S) qualche giorno fa.
Oltre ai 425 mila euro saltati per la metropolitana leggera, ci sono altri 18 milioni di euro – tutte risorse del Fondo di sviluppo e coesione – spalmati su diverse opere pubbliche attese da anni che non hanno conseguito le Ogv. Definanziando i progetti compromessi si sta cercando di scongiurare la perdita dei finanziamenti assegnati all’amministrazione regionale.
Il lotto Bojano-Isernia potrà rientrare nella riprogrammazione delle risorse? Se così non fosse cosa ne sarà delle stazioni rimesse a nuovo come quella di Guardiaregia (pronta dal 2019), Bojano o di fermate già pronte (anche queste da qualche anno) come quella di via Delle Frasche a Campobasso?

Quando l’ex presidente Frattura e l’allora assessore Pierpaolo Nagni presentarono il progetto dissero che i soldi per realizzare la metropolitana c’erano. Furino aggiudicati i lavori, a luglio del 2016 Rfi cominciò a espropriare i terreni vicino alle stazioni (uno era di proprietà dell’allora consigliere regionale Antonio Federico), vennero impegnate risorse per 23,5 milioni di euro per il primo lotto da 41 chilometri (Matrice-Bojano) e 500 mila per la progettazione del secondo che oggi viene meno per la scadenza dei termini entro i quali andava concretizzato il progetto preliminare impegnando soldi e stipulando un contratto.
Cosa che non è stata fatta anche perché – questo lo leggiamo sulla delibera del 7 dicembre – “l’oggetto dell’incarico appare comunque superato dal fatto che esso comprenderebbe anche i servizi di progettazione che in eguale misura sono già disponibili tra quelli forniti dalla Rfi spa in ordine al percorso ferroviario Isernia – Roccaravindola, ha comunicato, al direttore del servizio mobilità, di ritenere libere alla riprogrammazione le relative risorse pari a euro 425 mila euro”.
Insomma, il futuro in Molise può attendere.



