Il decreto
|Il commissario Toma prepara i contratti per i rimborsi ai privati. “Nel 2023 più soldi per curare i molisani”
Pubblicato il nuovo decreto che definisce i livelli massimi di finanziamento delle prestazioni erogate dagli operatori privati della sanità: il budget complessivo si aggira sui 100 milioni di euro, poco più della metà (56 milioni) è destinata ai regionali. Mentre 43 milioni saranno erogati per gli extraregionali, comprese le prestazioni cosiddette “salvavita” come la radioterapia
Circa 100 milioni di euro: è la somma che la Regione Molise erogherà a favore degli operatori privati convenzionati con il sistema sanitario regionale. Lo prevede il decreto numero 2 firmato dal commissario ad acta Donato Toma e pubblicato oggi, 26 gennaio. Con il provvedimento vengono definiti in pratica i livelli massimi di finanziamento per l’anno 2023 per l’acquisto di prestazioni ospedaliere e di specialistica ambulatoriale.
La cifra complessiva, che non si discosta di molto da quella dello scorso anno sui complessivi 600 milioni che il Molise riceve dal riparto del Fondo sanitario regionale, è così suddivisa: poco più della metà – 56 milioni di euro – sono destinati alle prestazioni regionali, mentre la quota restante – 43 milioni – consentirà di pagare le prestazioni extraregionali, comprese “le prestazioni cosiddette ‘salvavita’, ossia le prestazioni ambulatoriali di radioterapia, nonché i ricoveri d’urgenza disposti dai presidi ospedalieri regionali nelle strutture accreditate del Gemelli Molise e dell’IRCSS Neuromed per prestazioni indifferibili non erogabili presso strutture pubbliche regionali”, come si legge nel decreto.
Per la radioterapia, in particolare, il commissario scrive nel decreto di aver “inteso salvaguardare l’erogazione delle stesse determinando, sulla base della stima del fabbisogno di prestazioni elaborato da Agenas e trasmesso alla Struttura Commissariale il 5 dicembre 2022, il valore del budget destinato a coprire l’acquisto di prestazioni di radioterapia in favore dei pazienti residenti e non residenti, in deroga al budget stimato e all’applicazione del tetto finanziario previsto dal decreto legge 95/2012 (spending review).
Per il governatore e commissario ad acta, che ha rivendicato la tempistica con cui è stato pubblicato il decreto, “sono stati stanziati più soldi per garantire le cure dei cittadini molisani”. Una risposta alla valanga di critiche piovute nelle scorse ore da più parti, non solo dalle opposizioni ma anche da esponenti della maggioranza (Gianluca Cefaratti ad esempio). Oggi sulle questioni sanitarie era arrivata anche la presa di posizione di Fratelli d’Italia.
Stando al decreto inoltre, “i livelli di spesa ed i budget, sia riferiti ai pazienti molisani, sia riferiti ai pazienti residenti in altre regioni italiane, sono invalicabili e ricomprendono le prestazioni sanitarie di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale già erogate nel corso dell’anno 2023 dagli erogatori privati in regime di proroga del contratto 2022″.
Tuttavia, gli operatori privati potrebbero non essere dello stesso parere: al Gemelli ad esempio tira una brutta aria da settimane e oggi i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione per i timori di possibili tagli del personale. Intanto Toma assegna al Direttore Generale per la Salute, Lolita Gallo, la sottoscrizione dei contratti con le strutture private accreditate fino ad oggi a diretta gestionale regionale (ossia Neuromed e Gemelli Molise) e al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano la sottoscrizione dei contratti con gli altri erogatori privati, ossia le cliniche più piccole come Villa Maria e Villa Esther per fare qualche esempio.




