L'eterno carrozzone
|Comunità montane, nessuna riforma e la Giunta Toma decide la proroga per tutto il 2023
Nell’ultimo giorno del 2022, il governo regionale ha votato una delibera che ‘allunga’ fino al 31 dicembre 2023 la vita di questi enti che dovevano essere soppressi da quasi 12 anni. La legge di riordino non è stata approvata e fra pochi mesi si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale
Mentre l’anno 2022 scivolava via, chissà se qualcuno si è accorto dell’ennesima proroga decisa dalla Giunta regionale per tenere in vita le Comunità montane che dovevano essere soppresse da quasi 12 anni per risparmiare quasi 2 milioni di euro all’anno. Lo decise l’allora governo Iorio, ma il processo di liquidazione è diventato infinito. Così come sono lunghissimi i tempi per l’approvazione della riforma che ora, con la campagna elettorale pronta ad ‘scaldarsi’, potrebbe diventare un’eredità da lasciare a chi governerà la Regione Molise nel momento in cui si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale.
Nell’ultimo giorno del 2022 Donato Toma e i suoi assessori (ad eccezione della titolare delle Politiche sociali Filomena Calenda che ha volutamente lasciato la riunione) hanno votato la delibera numero 531 con cui viene stabilita la proroga annuale delle Comunità Montane, non più semestrale come eravamo abituati a vedere e come avvenuto in precedenza.
Forse perchè le elezioni regionali incombono: si voterà tra aprile e maggio. La Giunta Toma ha quindi deciso di assicurare altri 12 mesi di lavoro ai commissari.Le comunità montane sono state prorogate fino al 31 dicembre 2023 dal momento che “non è stato concluso l’iter di approvazione della legge di riordino della materia”, si legge nell’atto. La delibera inoltre affida al governatore la designazione dei commissari, “nel numero e nella valorizzazione ritenuta utile per la gestione di tutti i soppressi enti montani, per lo svolgimento dei compiti e delle funzioni di gestione delle soppresse comunità montane”.
Attualmente sono quattro i commissari pluri-prorogati e rimasti in carica fino al 31 dicembre 2022: Carlo Antonio Perrella (Matese –Fortore Molisano), Giovancarmine Mancini (Cigno Valle Biferno – Trigno Medio Biferno – Trigno Monte Mauro) e Pompilio Sciulli (Comunità Montane del Volturno – Centro Pentria – Alto Molise – Sannio); Domenico Marinelli (Molise centrale). I primi tre erano candidati alle Regionali 2018 con il centrodestra, ma tutti e quattro non si considerano dei ‘privilegiati’ della politica: guadagnano 1.100 euro netti al mese.
Il provvedimento votato dalla Giunta Toma fra l’altro assegna ai commissari il compito di “definire i percorsi tecnici amministrativi idonei a favorire la costituzione formale dell’Ufficio stralcio, il passaggio delle consegne e le azioni di chiusura, di accompagnare i processi di volturazione e concessione di edifici e infrastrutture, continuare a garantire la continuità di servizi pubblici essenziali”. Funzioni che riguardano in particolare i rifiuti e le strade di bonifica.
Per la riforma infinita delle Comunità montane quindi bisognerà aspettare ancora. Ed è molto probabile che sarà compito del prossimo governo regionale chiudere il ‘capitolo’ come si era già intuito nella conferenza stampa dei commissari alla guida dei quattro enti montani.




